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Cinello: “Dispiaciuto dal non aver giocato contro l’Udinese, ma la salute viene prima di tutto”

Cinello: “Dispiaciuto dal non aver giocato contro l’Udinese, ma la salute viene prima di tutto”

L'intervista del Messaggero Veneto a Gianfranco Cinello

Jessy Specogna

Gianfranco Cinello, vice allenatore della Salernitana ed ex calciatore bianconero, ha raccontato quanto successo nel giorno precedente al match non giocato contro l'Udinese ai microfoni del Messaggero Veneto.

Cinello, partiamo da lunedì. Cosa è accaduto?

«Abbiamo svolto la rifinitura al mattino e mentre pranzavamo è arrivata la notizia della positività di un nostro giocatore. I ragazzi che dovevano andare in ferie avevano fatto un test per conto loro. A quel punto è stata annullata la partenza per Udine che era fissata per le 14.30».

Qual è stato il passo successivo?

«Il gruppo squadra e lo staff tecnico sono stati sottoposti al tampone molecolare. Nel frattempo la società si è attrezzata organizzando un volo charter che avrebbe dovuto portarci l’indomani a Udine».

Quell’aereo non l’avete mai preso.

«Verso mezzanotte il team manager ci ha comunicato sulla chat che la Asl locale aveva bloccato la trasferta in quanto erano risultati positivi altri due componenti del gruppo. L’ufficialità è arrivata per tutti ieri mattina».

Cosa c’era scritto su quel comunicato della Asl?

«Ci vietava ogni tipo di partecipazione a competizioni sportive. Ieri mattina, invece di recarci in aeroporto, siamo rientrati tutti al centro sportivo dove abbiamo fatto un altro tampone. Ora dovremo stare una settimana in quarantena».

Il Covid sembra essersi fatto nuovamente aggressivo. Ci sono problemi con voi, è di ieri la notizia della positività di Insigne. Per non parlare di quello che sta accadendo in serie B.

«Non è una situazione facile da gestire e meno male che quasi tutti i calciatori e i componenti dello staff hanno fatto due dosi di vaccino. Per quanto riguarda la serie B, diciamo che bisogna annullare le difformità di trattamento. Non conosco i regolamenti alla lettera ma credo che la salute debba essere messa davanti a tutto. Se noi lunedì pomeriggio fossimo saliti su un volo di linea lasciando a casa il calciatore positivo e qualcuno nel frattempo avesse incubato la malattia trasmettendola agli altri viaggiatori sarebbe stato un fatto gravissimo».

Quanto le è dispiaciuto non essere in panchina ieri sera al Friuli?

«Molto. Quello è il mio stadio , lo avrei vissuto sotto una veste per me nuova. L’Udinese è una squadra forte, ma dopo aver affrontato in serie Milan, Juve, Lazio e Inter avevamo l’occasione di affrontare un avversario perlomeno più abbordabile».

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