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Bovenzi: “Gotti mi ricorda Mancini, non alza mai i toni e riesce ad incidere sul gruppo”

Bovenzi: “Gotti mi ricorda Mancini, non alza mai i toni e riesce ad incidere sul gruppo”

Le parole ai microfoni di Udinese Tv di Antonio Bovenzi

Jessy Specogna

Antonio Bovenzi, nuovo responsabile della preparazione atletica dell'Udinese, ha parlato ai microfoni di Udinese Tv.

“Il pareggio con la Juve è importantissimo soprattutto per l’aspetto psicologico anche più che per il punto in sé. I ragazzi erano carichi e motivatissimi, sarebbe stato un peccato perdere questa partita che rappresenterà un viatico importantissimo per affrontare la prossima gara contro il Venezia che per noi diventa già molto importante. Lavorare con mister Gotti è bellissimo, lui è una persona di grandissimo buon senso, ammiro molto il suo savoir-faire: è sempre calmo, tranquillo e immerso nei suoi pensieri positivi. E’ stata una piacevole scoperta, si tratta di un allenatore molto capace, la sua prerogativa principale è il buon senso, è davvero una bella persona. Mi ricorda un po’ Roberto Mancini come tecnico, come lui non alza mai i toni e riesce sempre a incidere nel gruppo. I ragazzi, all’intervallo della partita con la Juve, erano carichi, pronti a prendere il centro del ring alla ripresa. Il mister è stato molto incisivo ma la squadra era carica, non voleva accettare la sconfitta, dal rigore è scattato qualcosa. Io speravo che i minuti di recupero fossero di più perché sono convinto che avremmo potuto fare qualcosa di meglio ancora.

Deulofeu ci tiene tantissimo ed ama il suo lavoro, negli allenamenti va sempre alla massima intensità. È un professionista esemplare, molto utile all’interno del gruppo, poi le qualità tecniche non le scopro certo io, può risolvere le partite in qualsiasi momento. Si è allenato molto bene ha fatto qualcosina di meno degli altri perché il suo percorso di recupero dall’infortunio prevedeva questo. Non è ancora al massimo ma siamo molto molto contenti perché può essere importantissimo per noi.

Nel mio lavoro non mi piacciono le mode, non va bene il solo lavoro a secco ma serve anche quello con la palla, tutto va integrato ma laddove non si raggiungono gli obbiettivi credo sia importante intervenire dal punto di vista del lavoro a secco. Il calcio è uno sport che richiede un dispendio energetico importante, la nostra media di corsa di squadra ieri è stata di 11 km, pertanto ben venga il lavoro col pallone ma va abbinato a quello a secco. Abbiamo la fortuna di poter applicare in tutto la tecnologia e devo dire che, sotto questo aspetto, l’Udinese la fa da padrona in Italia e non solo. Ci permette di svolgere il nostro lavoro al meglio, abbiamo tutto sotto controllo: dipende solo da noi. Quando pensiamo che il giocatore non ha raggiunto il minimo settimanale o giornaliero, allora interveniamo con un lavoro a secco ma devo dire che non ho mai trovato resistenze, c’è una squadra spettacolare che non si è mai lamentata dei carichi. 10 anni fa, magari, il lavoro senza palla era più intenso, sono cambiati i mezzi di allenamento. Prima c’era un volume di lavoro a secco per quello che richiede il calcio, oggi con gli studi e i dati si sa tutto ed andare troppo oltre significa perdere tempo ed energie. Trovo molto giusto fare preparazione fisica con la palla ma, se non si raggiungono gli obbiettivi, bisogna intervenire con lavoro a secco. L’ultima parola spetta sempre all’uomo e non ai dati, occorre buon senso. Ciò che chiedo io ai ragazzi è il feedback costante: conta il rapporto personale e il confronto con i ragazzi in modo da poter capire le loro sensazioni. Magari se un ragazzo mi dice di non aver recuperato bene si predispone una seduta di scarico.

Voglio fare un plauso ad Okaka per come ha propiziato il gol di Deulofeu e, in generale, per il miglioramento fisico costante che ha avuto dal 7 luglio ad oggi. Lui tiene tantissimo alla causa, l’ho avuto alla Sampdoria dove è stato devastante, deve essere forte mentalmente ed io, giorno dopo giorno, lo vedo sempre meglio. Oggi, ad esempio, ha svolto un allenamento importantissimo e mi sono complimentato con lui: potrebbe essere un’arma decisiva per noi quest’anno. Contro la Juve è entrato, ha fatto segnare Gerard ed ha servito un altro assist a Jajalo: è sulla strada giusta.

Pussetto non ha mai smesso di lavorare, anche lui è un professionista top ed ha lavorato benissimo e, per questo, devo congratularmi con tutto lo staff medico e sanitario che l’ha seguito in maniera perfetta. L’abbiamo centellinato nelle amichevoli in ritiro portando a poter giocare 80 minuti, in questo momento sta ritrovando le sue certezze, la parte metabolica e muscolare è praticamente completa. Nacho finisce le partite senza essere stanco morto e questo per me è molto importante. Ieri ha indicato un indice di fatica di 7 su 10, contro la Juve mi aspettavo il massimo e, invece, stamattina ho cercato di capire come stesse recuperando e il suo feedback è stato altamente positivo. Sappiamo che per riprendersi a pieno dopo la rottura del crociato occorre un anno ma i suoi parametri fisiologici sono in linea col periodo ed ha recuperato al 100%. Voglio fare i complimenti anche ad Arslan che ieri mi ha emozionato, devo ammettere che l’ho rimproverato tanto in ritiro perché ritengo abbia una qualità sopra la media e debba fare un piccolo step ancora. Stamattina vedere i suoi dati fisici degli 80 minuti giocati da lui contro la Juve mi ha emozionato e impressionato, devo davvero complimentarmi".

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