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Arslan: “Primo anno in Italia molto positivo, con la mia qualità so che posso essere più prolifico”

Arslan: “Primo anno in Italia molto positivo, con la mia qualità so che posso essere più prolifico”

Tolgay Arslan ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport. «Mi sento bene, tutto a posto. È un peccato essermi fermato per le ultime partite, ma non è nulla di grave. Il mio primo anno in Italia è stato molto...

Jessy Specogna

Tolgay Arslan ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

«Mi sento bene, tutto a posto. È un peccato essermi fermato per le ultime partite, ma non è nulla di grave. Il mio primo anno in Italia è stato molto positivo. È stata un’ottima stagione per me. Ho giocato tanto e nel giro di poco tempo ho avuto la possibilità di mettermi in mostra. A questo proposito credo anche che la gente abbia apprezzato il mio modo di giocare a calcio. Mi sono adattato rapidamente, quindi, e dal punto di vista personale sono soddisfatto. Peccato per la classifica, avremmo potuto avere dei punti in più».

"Venivo da una situazione difficile, in Turchia, e non ho avuto la possibilità di svolgere una preparazione completa. Poi sono arrivato qui e ho iniziato direttamente a scendere in campo. Ho avuto bisogno di un paio di partite per carburare e acquisire la forma migliore. Ho lavorato in modo duro per questo. In definitiva sono davvero contento di aver dimostrato il mio calcio in un campionato come la Serie A, molto tattico e di gran livello anche per l’aspetto fisico e i contenuti tecnici. L’Udinese è come una famiglia. Abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno in termini di strutture e per come ci tratta il club meritiamo un posto di rilievo in Serie A. Deve essere l’obiettivo dei prossimi anni. Qui ci sono tutte le possibilità per crescere».

"Titolare dell'Udinese? Lo sono stato quest’anno, non vedo perché non dovrei esserlo il prossimo. Al di là di tutto credo fermamente nell’impegno e, così come ho fatto in questo campionato, farò pure il prossimo per conservare lo status che mi sono meritato. Ad essere onesto non mi aspettavo di fare così tanti gol, ma sono affamato di gol. Cerco di segnare sempre di più, voglio essere più prolifico. Con la mia qualità posso farlo».

"Rodrigo Paul e Maxi Pereyra sono i giocatori che mi hanno maggiormente impressionato. Non li conoscevo da vicino e nella quotidianità ho potuto constatare che sono davvero dei grandi calciatori. Non soltanto per quello che fanno e danno in partita, che è sotto gli occhi di tutti, ma soprattuttto per il modo in cui lavorano in settimana».