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125 anni di passione – Caro Lorenzo Petiziol, sei anche tu la storia dell’Udinese

125 anni di passione – Caro Lorenzo Petiziol, sei anche tu la storia dell’Udinese

E’ stata una settimana intensa vero Lorenzo? Quanti ricordi, quanti campioni. Per noi, che prima di essere giornalisti siamo tifosi, rivedere e risentire certi “amici” è un’emozione davvero particolare

Stefano Pontoni

Ancora una volta ci hanno fatto godere, ripercorrendo notti magiche, campionati incredibili, partite epiche. Una carrellata bella, intesa che ci ricorderemo a lungo. L’abbiamo voluta insieme, per rendere giustamente merito a quella che è la nostra squadra del cuore, l’Udinese, che domenica compie 125 anni. 

Mi sono dimenticato, però, di tributare onore ad un altro personaggio che ha fatto la storia, uno che praticamente è sempre stato presente da tanti anni a questa parte. 

Sai di chi sto parlando? No, non Zico che so essere il tuo pallino (ah sì, ci, anzi vi saluta tutti e presto sarà con noi per una chiacchierata tra amis come piace a lui). Nemmeno Di Natale, che era il mio invece di pallino. No, non è neanche il paròn Pozzo a cui faremo di persona gli auguri io e te domani. 

Sto parlando di te. E sì caro mio vecchio Lorenzo Petiziol. Anche se hai la grinta e la passione di un ragazzino anche tu hai fatto la storia, anzi sei la storia dell’Udinese.

Hai cominciato a seguirla da piccolo tifoso sugli spalti del “Moretti”. Era l’Udinese di Selmosson, quella che sfiorò lo scudetto, quella della vittoria sul Milan. Lì sulle tribune in tubi fu amore a prima vista con questi colori.

Poi quando hai intrapreso questa carriera le tue strade si sono intrecciate di nuovo con quelle dei bianconeri. 

La prima grande gioia non può che essere la cavalcata dei boys di Giacomini dalla C alla A. Boys che giustamente sono tutti divenuti, mister in primis, tuoi grandi amici. Rapporti che ancora oggi si sono conservati intatti nonostante gli anni passino per tutti.

Poi un altro tuo amico, Franco Dal Cin, ti porta a Udine il più grande di tutti, Arthur Zico. E anche lì c’eri, sempre da protagonista. Le prima intervista al galinho l’hai fatta tu, mentre lui correva da solo sulla pista dello stadio. Ci sei stato in tutti i momenti belli e anche quelli brutti del fenomeno brasiliano. Proprio tu, purtroppo, lo accompagnasti dopo la vigliacca condanna che mise fine alla sua avventura friulana, a prendere quell’areo che lo riportò Brasile tra le lacrime di entrambi. 

Qualche su e giù nei primi anni dei Pozzo, poi arrivò Zaccheroni ed anche in quell’occasione scoccò subito la scintilla. “Ma come si fa a prendere un allenatore con un cognome così?” parole tue, anche se sapevi che c’avevano visto lungo. Il Zac ti ha regalato tante gioie e soprattutto a notte di Ajax. Quella squadra, lo so, ti è rimasta nel cuore più di tutte. Capitan Calori, Valerio Bertotto, il tuo Paolino Poggi, Marcio Amoroso. Ricordi indelebili che porterai sempre nel cuore. 

L’Udinese cresce di stagione in stagione e tu ormai sei la voce della squadra in Italia e nel mondo. I tuoi "Gol gol gol gol, ha segnato l'Udinese" e "Godete friulani" sono degli autentici tormentoniTutti i grandi passano nelle tue trasmissioni. Chi non è stato tuo ospite?

C’è una notte però che ti incorona definitivamente. Immagino tu sappia già dove andrò a parare. Sì, proprio a Leverkusen, all’impresa di De Canio. Doppietta di Margiotta, che su imbeccata di mister Giacomini tu definisti ai tedeschi “It’s midfielder”, spacciandolo per una mezz’ala. Se non lo marcarono a dovere in area di rigore fu anche merito tuo. Quella più di tutte è stata la tua partita. La prima e unica telecronaca europea fatta da una tv locale. Ne conservo ancora oggi la cassetta. Ah sì, non possono non ricordarti anche il simpaticissimo Christoph Daum, penso si ricordi pure lui di te.

Di aneddoti ce ne sarebbero tanti. Parecchi da buon maestro me li hai raccontati, sempre con grande enfasi e passione. Dovrei, anzi dovremo scrivere un libro per narrarli tutti (è in cantiere non preoccupatevi). Con questo mio breve articolo voglio dirti grazie, per quello che hai fatto, per quello che sei stato ma soprattutto per quello che sei ancora oggi. 

Maestro? Mentore? No, amico. Ed è la cosa più importante. 8 anni insieme, io giovane da svezzare tu un boss. Ora siamo cresciuti un po’ ma siamo sempre noi e lo saremo anche negli anni a venire. Insieme a raccontare le gesta della nostra Udinese. 

Auguri Lorenzo, e vedi di esserci anche ai 150 come minimo!

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