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Badu: “All’Udinese devo tutto, non mi perdo una partita dei bianconeri”

UDINE, ITALY - FEBRUARY 08:  Emmanuel Badu of Udinese Calcio gestures during the Serie A match between Udinese Calcio and AC Chievo Verona at Stadio Friuli on February 8, 2014 in Udine, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Le parole al Messaggero Veneto di Badu

Jessy Specogna

Emmanuel Badu, ex centrocampista dell'Udinese, ha rilasciato un'intervista ai microfoni del Messaggero Veneto.

"Ricordo come ci arrivai all'Udinese. Stavo giocando in Ghana, mi dissero che la Sampdoria mi stava seguendo, ma che c'era anche un'altra squadra su di me, l'Udinese. Immediatamente ripensai a quando, da bambino, vedevo le immagini del campionato italiano con Gargo e Appiah in quel club, e ho subito pensato che non sarei mai potuto andare alla Sampdoria, ma che sarei voluto andare subito all'Udinese. Così chiamai Muntari, Appiah, Gargo e Asamoah che era già a Udine, e tutti mi consigliarono il Friuli e la città, bella e tranquilla. Beh, non si sono sbagliati perché io devo tutto ai Pozzo e alla gente del Friuli che mi ha fatto sentire a casa. A tutti loro devo solo dire grazie perché hanno fatto tutto il possibile per farmi diventare uomo e calciatore. Non potevo credere di vedere dal vivo Di Natale, un campione che ammiravo in tv. Asamoah mi è venuto incontro e mi ha abbracciato. All'inizio è stata dura perché non ero abituato all'alimentazione e Asamoah mi disse che non avrei potuto mangiare come in Ghana, ma che avrei dovuto cambiare alcune regole. Al primo mese è stata dura...Guidolin è l'allenatore da cui ho imparato di più. Persona molto intelligente, gran conoscitore di calcio e quanta tattica che ci faceva fare, ma alla fine in campo sapevamo dove stare e a un certo punto ci muovevamo a memoria perché ognuno sapeva esattamente cosa fare e quando. "

"Il miglior ricordo? Andando a Liverpool dicevamo che sarebbe stato impossibile vincere ad Anfield, e invece ho ancora impresso il missile di Pasquale, quel sinistro che s'infila in porta e i nostri tifosi impazziti. È stata la partita delle partite per me all'Udinese, con campioni in campo, come Totò e sugli spalti".

"L'Udinese attuale? Non è ancora al top, ma tra qualche settimana vedremo la vera Udinese. Lo dico perché non mi perdo una partita, finora le ho viste tutte, e quando perdiamo ho molti amici che mi scrivono e mi chiedono cosa ne penso. Per me è semplice. Abbiamo una rosa molto forte e serve tempo per i giovani, specie per gli stranieri, ma ci sono giocatori tosti come Pereyra e Deulofeu e un centravanti come Beto che sa fare il lavoro sporco, ma che va più cercato, e un esterno come Molina che mi ricorda Isla, ma con ancora più forza e gamba."

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