Premessa: ad oggi De Paul è luce, il faro dell’Udinese, centrocampista moderno che abbina una qualità incredibile ad una certa dose di sacrificio. Negli ultimi anni ogni azione offensiva della squadra friulana è passata dai suoi piedi che hanno dipinto assist, gol e giocate degne di un vero Diez e fondamentali per gli obiettivi dell’Udinese. Oggi il classe ‘94 è, senza dubbio, una delle mezz’ali più forti della Serie A e uno dei pochi centrocampisti in grado di creare superiorità numerica e al tempo stesso di fungere da regista della propria squadra. Con la maglia bianconera si è guadagnato anche, nell’ottobre 2018, la chiamata con l’Albiceleste e da quel giorno è entrato in pianta stabile nelle convocazioni della nazionale argentina. Una squadra che vero ha qualche carenza nel reparto difensivo ma ha un’abbondanza di qualità dalla cerniera di centrocampo in avanti che in pochi possono permettersi. 

Visto tutto ciò, è normale che le attenzioni dei grandi club del campionato italiano (e non solo) siano ricadute sul capitano dell’Udinese nelle ultime sessioni di calciomercato: tutti ci hanno fatto un pensierino, dalla Juventus all’Inter, passando per Roma, Milan, Napoli e Fiorentina. 

Se due stagioni fa sembrava possibile l’addio di De Paul da Udine, l’estate scorsa pareva essere una certezza. Ma così non andò e il nativo di Sarandí è rimasto all’Udinese anche questa stagione. Tuttavia i vari club interessati monitorano costantemente la sua situazione e i tifosi friulani sanno che è difficile trattenere un giocatore del suo livello in rosa ancora a lungo, nonostante abbia affermato più volte di trovarsi bene in città e nello spogliatoio.

Tutto ciò ha sempre fatto emergere una domanda: cosa ne sarà dell’Udinese dopo Rodrigo De Paul?

Ardua impresa trovare un sostituto che sappia essere determinante come l’argentino ma la dirigenza si è tutelata riportando a casa Pereyra, grande amico e connazionale di De Paul, e acquistando Deulofeu. Entrambi hanno dimostrato di poter essere ottime risorse per la squadra innalzandone il livello qualitativo.

Veniamo però alla partita di ieri che era un ottimo test, vista la squalifica del capitano, contro un avversario in salute per rispondere al quesito sollevato poco fa. La risposta è stata che c’è vita dopo De Paul. 

Primo tempo dove è mancato solamente il goal. Difesa solida, Pereyra e Deulofeu leader tecnici, Llorente risorsa preziosa e idee di gioco chiare. Il secondo tempo il copione è cambiato complice l’infortunio di Pereyra. L’Udinese si è abbassata, non ha sofferto particolarmente ma ha faticato a trovare trame pulite di gioco. Così si è affidata all’ormai consolidata solidità difensiva e alle ripartenze che hanno trovato in Deulofeu il principale interprete, il quale, con due guizzi mortiferi, ha consegnato i tre punti alla squadra di Gotti. 

La partita di ieri ha evidenziato come l’Udinese sappia essere flessibile adattandosi alle situazioni. Difesa bassa e ripartenza è l’usato sicuro cui aggrapparsi in momenti difficili ma ieri si è visto come si possa aggiungere il palleggio, la qualità e il gioco aereo.

Dunque c’è vita dopo De Paul ma la risposta, per essere attendibile, dovrebbe essere data in modo continuativo nelle prossime giornate. Cosa che non accadrà perchè, De Paul ritornerà al suo posto. Inutile fasciarsi la testa di che cosa ne sarà dopo il suo addio visto che nulla è certo, di sicuro la squadra ha fornito una grande prova sopperendo all’assenza del proprio leader massimo.

Ora la curiosità è tutta nel vedere come Gotti riuscirà a far muovere la squadra con il trio Pereyra, Deulofeu e il Diez alle spalle di Llorente, anche se il Tucu si è fermato e probabilmente qualche partita sarà costretto a saltarla.

A Udine la qualità c’è e va usata per ottenere al più presto punti salvezza in modo da potersela godere in tutta tranquillità e senza affanni con la speranza di divertirsi e togliersi qualche soddisfazione

Sezione: Focus / Data: Lun 08 febbraio 2021 alle 17:03
Autore: Alberto Artico
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