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Silvestri: “Partenza pazzesca. Grato all’Udinese per aver puntato su di me”

UDINE, ITALY - AUGUST 22: Marco Silvestri of Udinese Calcio gestures during the Serie A match between Udinese Calcio v Juventus at Dacia Arena on August 22, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Il nuovo portiere bianconero sta convincendo a suon di parate e di prestazioni importanti

Stefano Pontoni

Se l'Udinese ha superato agevolmente il Venezia è merito anche di Marco Silvestri. Almeno due le parate decisive contro dell'estremo difensore arrivato in estate dall'Hellas Verona. Nessun rimpianto per Musso, ceduto all'Atalanta, i bianconeri hanno trovato un sostituto all'altezza dell'argentino.

Il portiere ha fatto un punto su questo inizio di stagione ai microfoni della tv ufficiale del club: "Partenza pazzesca. Quado sono arrivato mi sono trovato bene, la partita contro la Juventus ci ha dato grandi soddisfazioni. Bisognava vincere e lo abbiamo fatto. Chi ben comincia è a metà dell’opera. I messaggi dei tifosi mi fanno molto piacere, mi fa piacere sapere che mi apprezzano. Non vedo l’ora di dimostrare sul campo tutto, abbiamo appena iniziato e la strada è lunga. Mi sono reso conto di essere arrivato in una società di alto livello.

Per quanto riguarda la partita con il Venezia, il primo intervento su Johnsen è il più difficile perché bisogna avere la freddezza e la forza di stare in piedi e di aspettare l’avversario. La seconda parata su Okereke è stato un buon intervento però effettivamente da quella posizione deve metterci del suo anche l’attaccante perché io ero fermo e non potevo fare più di così. Un attaccante da quella posizione se calcia bene fa goal, io ho fatto il mio.

L’Udinese è fondamentale per la mia crescita perché la società mi ha comprato per essere il portiere titolare. Nessuno in Serie A mi aveva dato la fiducia per essere titolare, questo è fondamentale per la mia crescita e la mia carriera. Adesso per me è importante dare il massimo e fare il meglio possibile per la squadra.

La differenza che ho trovato all’Udinese riguarda il modo di giocare, con Jurić giocavamo la palla corta e non lunga. Qui il mister mi chiede di giocare dal basso senza però rischiare. Per quanto riguarda l’Udinese, è sempre stata una squadra molto forte, ha giocatori di grandissimo livello. Probabilmente lo scorso anno era troppo presto perché la società aveva fatto diversi nuovi acquisti. Quest’anno il gruppo si conosce già ed è più unito, abbiamo bisogno di stare assieme e di fare gruppo.

Al mister piace giocare da dietro però in partita alcune decisioni spettano a me perché se io gioco una palla in modo sbagliato e prendiamo goal non va bene. Sono dell’idea che si gioca una palla lunga quando si può giocare.

Secondo me l’Udinese ha tutte le potenzialità per arrivare nella colonna di sinistra. A mio parere il campionato è più difficile quest’anno rispetto allo scorso, i top club si sono rafforzati tutti però secondo me la squadra ha tutte le potenzialità per arrivare nella parte sinistra della classifica. L’obiettivo primario rimane sicuramente la salvezza.

L’allenamento dei portieri è cambiato molto negli anni, adesso non devo solo parare ma anche giocare la palla con i piedi. Io preferisco usare le mani piuttosto che i piedi però lo faccio se mi viene chiesto. La costruzione dal basso è una cosa collettiva, di tutti e 11 i giocatori, perché se uno passa la palla al portiere ma poi non c’è movimento diventa difficile giocare, il portiere non dribbla. Questa è una cosa che va allenata, non conta la tecnica del singolo giocatore ma il gruppo.

L’impatto con Gotti è stato molto positivo, è un mister con cui si può parlare o con cui ci si può confrontare su argomenti che non riguardano solo il calcio. Ho conosciuto una bella persona, molto preparata. Udine è una bella città, piace molto a tutta la famiglia.

I clean sheet vengono valutati più delle parate per un portiere. Il mio obiettivo è farne più possibile però anche in questo caso devo dire che non riguardano solo il portiere, ma arrivano da partite costruite da tutta la squadra che mettono il portiere nella condizione da non prendere goal. Per esempio, il Venezia ha avuto due occasioni da goal e sono riuscito a pararle, però se le occasioni erano 7 o 8 fare clean sheet sarebbe stato più difficile. È un lavoro di squadra".

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