Italia U-21, Di Biagio: "Europeo da vincere. Mandragora? Imprescindibile"

29.05.2019 17:00 di Emanuele Calligaris Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
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Italia U-21, Di Biagio: "Europeo da vincere. Mandragora? Imprescindibile"

Luigi Di Biagio, commissario tecnico della Nazionale italiana Under-21, ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa, in vista dell'Europeo di categoria che si giocherà in Italia e in San Marino (la finale alla "Dacia Arena - Stadio Friuli" di Udine, il 30 giugno prossimo).

Che sensazione ha in vista della competizione?
"Sono tranquillo per il momento, magari più in là salirà un po' di tensione. Vediamo, ora mi concentro su quello che devo fare nei prossimi giorni. Il mio obiettivo principale è questo".

Quali sono le ambizioni per l'Europeo?
"In questi giorni e in questi mesi tutti mi chiedono di vincere, le ambizioni e le aspettative sono quelle. Tutti mi dicono che ho a disposizione una squadra fortissima, l'ho sempre pensato anche quando magari non era così; immaginate oggi. L'ambizione è quella di arrivare al massimo del risultato, non cambio le dichiarazioni rispetto agli altri bienni. Bisogna sempre puntare al massimo, siamo forti. Il girone è difficile, la formula è difficilissima, ma il nostro obiettivo è vincere l'Europeo".

Quali sono le principali insidie?
"C'è da pensare che si tratta dell'Europeo più bello degli ultimi 20-30 anni, possono vincerlo 5-6 squadre oltre l'Italia. Germania, Inghilterra, Francia e Spagna possono vincerlo così come possiamo vincerlo noi".

Ha qualche rammarico per il precedente biennio? C'è qualcosa che farebbe o non rifarebbe?
"Ogni biennio è diverso, bisogna pensare prima e non a quello che è capitato. Non avrei cambiato nulla, siamo arrivati in semifinale contro una Spagna fortissima. Sono soddisfatto anche dell'altro Europeo, è normale che se non vinci c'è un rammarico da portare dietro".

Che indicazioni ha avuto dalla fine della stagione?
"Negli ultimi mesi ho avuto poche indicazioni poiché non c'è stato molto di nuovo rispetto alla prima parte di stagione. Non ho avuto indicazioni diverse, le idee le avevo già chiare e sono chiare anche oggi. Valuterò chi ha dei problemi fisici, Calabria arriverà tra qualche giorno e proveremo a recuperarlo. Valuterò attentamente Parigini e quelli che arriveranno dalla Nazionale A. Arriveranno tutti tranne Donnarumma: Gigio mi aveva dato ampia disponibilità ma ho sentito Mancini e insieme abbiamo deciso che il suo percorso con l'Under-21 è finito. Andremo avanti con Meret e Audero, ringrazio Gigio. Ci sarà probabilmente Montipò: è con noi ora".

Qual è il suo pensiero sull'Under-20? Arriverà qualcuno dalla spedizione ora in Polonia?
"Sono chiaro, Pinamonti e Pellegrini dovevano essere con noi. Vista l'emergenza e la difficoltà con la quale Nicolato stava lavorando, abbiamo deciso di dare un supporto all'Under-20. Sono stato in Polonia per la prima gara, li valuterò da remoto, dalla TV. Li lasceremo lì anche per gli ottavi, poi valuteremo. Luca e Andrea sanno che sono chiaro, si stanno giocando una grande chance. Ci sono grosse possibilità che uno dei due o entrambi arrivino da noi. Anche Scamacca e Frattesi sono sotto osservazione, può succedere di tutto".

Cambia qualcosa avere a disposizione alcuni ragazzi solo pochi giorni prima l'inizio dell'Europeo?
"Un conto è lavorarci quattro giorni, un altro è lavorarci venti giorni. Va bene così, il nostro obiettivo è lanciare ragazzi in Nazionale A. Ci siamo riusciti, altri li avremo con noi poco prima della competizione. Secondo me non avrò problemi, sono ragazzi vogliosi, intelligenti e disponibili. Non posso lamentarmi".

Il lavoro è però sotto gli occhi di tutti.
"Qui parliamo di vincere o perdere un Europeo. Non dobbiamo dimenticare cosa ci è stato chiesto otto anni fa, quando siamo entrati con Sacchi, Viscidi e altri bravi allenatori. Bisognava rilanciare le varie Under e giocarsela con Francia, Spagna, Germania e Inghilterra. Siamo arrivati con la U-17, la U-19 e la U-21 spesso in finale e semifinale, è la prima volta che con la U-17, la U-19 e la U-21 siamo contemporaneamente alla fase finale dell'Europeo e con la U-18 e la U-20 al Mondiale. Abbiamo raggiunto l'obiettivo, ma anche stravolto. L'abbiamo ottenuto in senso assoluto. Adesso vediamo 20 calciatori pronti per la Nazionale, manca la ciliegina sulla torta: vincere l'Europeo. Abbiamo fatto una scalata, dico che vogliamo e possiamo vincerlo ma non si può dimenticare il lavoro fatto negli ultimi otto anni. Il lavoro è poco pubblicizzato, in Europa è riconosciuto ma in Italia se ne parla poco. Quando vai in giro e sfidi Germania, Spagna e le altre rivali, te la giochi e arrivi anche in finale. Siamo arrivati in semifinale due anni fa, la vittoria fa la differenza ma non bisogna dimenticare il lavoro fatto. Di Viscidi, Sacchi, Albertini e di chi ci ha scelti se ne parla sempre poco".

Cosa ne pensa del valzer di allenatori che si sta verificando in Serie A? Da ex calciatore della Roma, le piacerebbe allenare in futuro i giallorossi?
"La risposta puoi darla tu (riferito al giornalista, ndr), è abbastanza scontata. L'ambizione di un allenatore è quella di allenare una grande squadra, ma non parlo nello specifico della Roma altrimenti tutti domani scriveranno che sono il nuovo tecnico giallorosso poiché sono anche stato accostato a loro. Quando farò l'allenatore di club, l'ambizione è allenare le squadre più forti. Tra queste c'è sicuramente la Roma. Adesso non voglio titoli sulla Roma, non mi sembra il caso per il mio momento, anche per la Roma stessa".

De Rossi ha salutato la Roma. In futuro può allenare i giovani?
"Non solo dei giovani, ma anche dei grandi. L'avevo anticipato, gliel'avevo detto un anno e mezzo fa quando ho gestito la Nazionale maggiore. Stesso discorso per Buffon. Al di là del suo stato fisico, gli avevo detto di avere bisogno di lui dentro e fuori dal campo. Poi l'avrei trattato come tutti, a prescindere dalla titolarità o meno. De Rossi può fare qualunque cosa, allenare i giovani per maturare esperienza e poi fare il salto con i grandi".

Giocheranno tutti coloro che arriveranno dalla Nazionale A?
"Vedremo di trovare la soluzione, ho giocato con più moduli anche se quello più riconosciuto è il 4-3-3. Non è un problema di modulo. Vedremo come arriveranno qui, in quali condizioni. Bisognerà valutare un po' di cose, scenderà in campo chi sta meglio".

Mandragora?
"E' imprescindibile".