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GSA corsara: Sharks schiantati

GSA corsara: Sharks schiantati

No, non voglio tornare alle polemiche di quasi un anno fa: non mi interessava all’epoca, ancora meno oggi. Ma oggettivamente, dati meriti ai corsari di coach Lino autori di una partita maiuscola e costante, va detto che di fronte c’era...

Franco Canciani

No, non voglio tornare alle polemiche di quasi un anno fa: non mi interessava all’epoca, ancora meno oggi.

Ma oggettivamente, dati meriti ai corsari di coach Lino autori di una partita maiuscola e costante, va detto che di fronte c’era una formazione in via di sviluppo, ben lontana da quella dello scorso anno.

E forse tutti noi, ad iniziare dal sottoscritto, abbiamo dato troppo credito al fatto che il caldo pubblico abruzzese (anche stasera è esploso qualcosa dagli spalti) sarebbe dovuto essere IL fattore, e non UN fattore nella gara: la scorsa stagione (vado a memoria) Adam Smith ne fece 39, oggi bravino Combs, mediocre Ogide e i numeri parlano chiaro: quattro quarti vinti nei parziali da Udine, sempre con le mani sul volante tranne un vantaggio iniziale di sei punti nell’unica fiammata locale.

Udine è gruppo e squadra; Roseto lo sarà, forse, ma al momento le prende da tutti e non a caso. L’esagitato Di Paolantonio (fallo tecnico per lui) ha a disposizione una rosa giovane i cui elementi esperti sono buoni, ma ne conosciamo i chiari limiti. Il buon Contento, ex arancione, ha cercato di risollevare la baracca assieme all’unico superstite della stagione scorsa, Casagrande (infortunato nel terzo periodo), e al lungo Infante molto più incisivo di Ogide; di fronte Pellegrino si è tolto dalla gara al primo minuto per un infortunio: se sotto le plance Udine vince comunque la gara per le carambole 31-26, qualcosa vorrà dire a proposito della qualità rosetana.

La GSA? Sontuoso microwave Pinton, 19 pezzi ed unico errore un tiro dalla lunetta; finalmente eccellente Tommy Raspino, ma importanti anche Capitan Miki Ferrari, un convincente KayDee, l’esperto e positivo Chris Mortellaro, il solito rampante ragazzo di Feletto, Ous Diop. Bene Andy Benevelli, sottotono al tiro Rain Veideman il quale in cabina di regia ha gestito bene la squadra quando, con un 7-0, i locali accorciavano da 19 a 12 punti il distacco nel terzo periodo.

Paradossalmente, detto e ridetto che faccio (e li ho fatti anche direttamente!) i complimenti alla società, allo staff ed ai giocatori per la bella prestazione, ero ben più positivo dopo la gara interna contro Ravenna, vista da molti come un preoccupante campanello d’allarme, rispetto a stasera. Sì: domenica scorsa l’avevamo vinta, poi persa, poi rivinta quando la dea della pallalcesto sceglieva, capricciosa!, Benevelli per deciderla, lui così discusso fino a quel momento. Stasera si è stravinto, certo, ma di fronte c’era una squadra che deve rimboccarsi le maniche e lavorarci sopra. Alla fine secondo me manterranno la categoria, ma il miracolo-Cimorosi della stagione scorsa sembra molto lontano.

Lascio volentieri perdere ogni commento relativo a quanto sostiene il sito ufficiale degli Sharks, che en passant contesta alcune decisioni arbitrali ivi incluso il fallo tecnico al proprio coach: dopo la quarta sconfitta di fila, per di più subìta in casa con ventiquattro punti di scarto, sarebbero altri i punti da prendere in esame. Comunque li capisco: e per questo non ricambierò il divertente (?) hashtag lanciato da alcuni rosetani e che che accomunò, per una gara, il Pres Pedone ed il sottoscritto sotto l’appellativo di “piagnone”. La verità è che a Roseto si vive per il basket, e queste partite sono difficili da digerire. La passione è importante, ma va corroborata dai valori tecnici. Mi auguro trovino una chimica di squadra migliore di quella vista questa sera.