Gerolin: "Perchè l'Udinese fa fatica? Non lo so e non voglio aggiungere altro"

11.04.2019 08:00 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Gerolin: "Perchè l'Udinese fa fatica? Non lo so e non voglio aggiungere altro"

Alla Gazzetta dello Sport Manuel Gerolin, doppio ex di Udinese e Roma, si è soffermato sulla situazione in casa bianconera. Il DS è fresco dell'esperienza fatta l'anno scorso da dirigente in quel di Udine.

Tudor: "Lo scelsi insieme alla famiglia Pozzo. Ha un carisma e una grinta incredibili, forse quello che ci voleva in questo momento. Mi dispiace, perché penso che l’Udinese abbia una rosa migliore di quello che dice la classifica. E non è neanche il primo anno".

Perchè la squadra fatica? "Non lo so. E preferisco non aggiungere altro".

L’Udinese ha quattro punti sulla terz’ultima, la Roma è a meno uno dal quarto posto: la partita di sabato sarà delicatissima: "L’Udinese dovrà faticare tanto, fino alla fine, ma credo abbia le potenzialità per salvarsi. La Roma vincendo a Genova si è rimessa in corsa, se i giocatori si guardano in faccia e seguono l’allenatore possono farcela. Per sabato vedo i giallorossi favoriti".

C’è un giocatore dell’Udinese che consiglierebbe alla Roma? "Ce ne sono parecchi forti. Come dicevo prima, la rosa non è da ultimi posti, anzi. Ma non mettetemi in difficoltà, nomi non ne faccio".

Sarà difficile trattenere a fine anno gente come De Paul? "Il ragazzo è bravo, a Udine poi si sta bene e i ragazzi hanno il tempo di maturare. Fine".

Sia l’Udinese sia la Roma vengono accusate di fare troppa compravendita di giocatori, faticando poi a costruire qualcosa: "Dipende dagli obiettivi che uno si dà. L’Udinese ha sempre avuto questa filosofia e per tantissimo tempo, oltre ad essere abituata, è stata premiata dai risultati. A Roma il discorso è un po’ diverso, forse perché diversi sono i programmi e gli obiettivi".

Ci dice il ricordo più bello a Udine e Roma: "A Udine senza dubbio l’esordio, quando ero un ragazzino di 19 anni che stava coronando il suo sogno. A Roma l’anno in cui abbiamo sfiorato lo scudetto nel 1986. Il finale è stato bruttissimo, con il Lecce, ma giocavamo davvero bene. Sapete una cosa? Eravamo forti...».