Cosa ne pensa Bruno Pizzul, storica voce del calcio, della creazione della Superlega? Ai nostri microfoni lo storico giornalista ha espresso la propria idea, totalmente contraria, rispetto alla nascita di questa nuova competizione tra le big d'Europa: "Il calcio di oggi è pesantemente condizionato da fattori economici. Contano i soldi e basta. E' un atteggiamento assolutamente da non condividere da parte dei ricchi del calcio. Vogliono gestire in proprio il calcio, dimenticandosi che questo sport è anche e soprattutto apertura e non chiusura. Stanno travolgendo quelle che sono le tradizioni del calcio, la cui storia è anche quella di piccole realtà che competono con quelle più grandi e a volte riescono a nell'impresa di sovvertire i pronostici e ad arrivare fino in fondo. La passione popolare alimenta tutto, stanno rovinando quello che era il gioco più bello del mondo".

La posizione che lascia più perplessi è quella del presidente della Juventus Andrea Agnelli.

"Era presidente dell'ECA, l'associazione dei club europei, e oggi ha assunto una posizione diametralmente opposta, entrando nel gruppo dei fondatori della Superlega, tra l'altro come uno dei più decisi. Una cosa che ci fa ben intendere quanto questo sistema calcio sia malato".

Si tratta di ripercorrere lo stesso percorso dello sport americano?

"Non possiamo ripetere quello che fanno gli americani, anche perché alla base abbiamo una cultura sportiva diversa. Ci sono delle normative e delle regole che tutelano nel loro complesso le leghe mentre, da noi tira ciascuno l'acqua al proprio mulino. Ognuno vuole avere di più per sé stesso scordandosi che la bellezza dello sport sta anche nel'equilibro e nel creare delle competizioni senza disparità tra le squadre. Con questo nuovo disegno chi ha più soldi gioca e vince, togliendo risorse a tutti gli altri. E' una cosa che non può essere accettata".

Che fine farà questo calcio?

"Il calcio sta già vivendo una flessione. Serpeggia in maniera evidente, anche per le conseguenze del covid, una certa disaffezione popolare per il calcio. La gente ha perso l'entusiasmo e questo è dimostrato anche a livello giovanile, con tanti ragazzini che praticano più volentieri anche altri sport. C'è da dire che anche lo spettacolo ultimamente non è dei migliori, con partite che sono sempre più noiose. Si vedono partite con un tatticismo esasperato dove non succede nulla di particolarmente piacevole. Il prodotto offerto non è sempre all'altezza della situazione".

Superlega, qualcosa di concreto o soltanto una mossa per ottenere maggiore potere e indipendenza dalla UEFA?

"Siamo ancora in alto male, non penso che porterà a nulla di veramente concreto, vista la durissima presa di posizione di FIFA e UEFA".

Sezione: Focus / Data: Lun 19 aprile 2021 alle 21:56
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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