Debutto non brillante per Prontera: il rosso a Tudor è eccessivo

07.10.2019 20:45 di Gianluca Marianini   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Debutto non brillante per Prontera: il rosso a Tudor è eccessivo

Il match del franchi ci regala molti spunti, partiamo con il primo: l'esordio di Alessandro Prontera in serie A.
Il 33enne della sezione di Casarano ha debuttato in uno stadio importante con una partita non scontata e che dimostra la considerazione positiva nei suoi confronti di Marcello Nicchi (presidente dell'Aia).

Analizzando la prestazione del fischietto bolognese sono tre gli episodi meritevoli di approfondimento. 

Al minuto 38 i bianconeri passano in vantaggio con Nestorovski su sponda di Opoku. Prontera convalida ma viene richiamato al Var da Calvarese che suggerisce una "on field review" per un tocco irregolare col braccio di Opoku. 
La deviazione del centrale ghanese è evidente e regolamento alla mano la decisione di annullare il gol è sacrosanta. 

È infatti (di solito) sanzione se 《le braccia sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo》: così avviene nella circostanza in esame.
Stupisce - e penalizza Prontera nella valutazione complessiva - sia la decisione assunta in diretta sia il lungo tempo impiegato al monitor per dirimere la questione.

Al 57esimo ci sono le proteste dell'Udinese per un contatto in area viola tra Larsen e Dalbert. L'esterno danese cade troppo facilmente e chiede invano un rigore. Chiariamo subito che l'entità della spinta è misurabile solo dal direttore di gara e che sembra non esserci uno sgambetto del difendente viola su Larsenn. Giusto proseguire, ma il caso avrebbe meritato un'analisi maggiore in sede di commento; mi riferisco alla mancata menzione dell'episodio da parte della stragrande maggioranza delle emittenti nazionali. 

L'ultimo commento è dedicato all'espulsione comminata a Tudor. Non ci è dato sapere se - come riferito dal croato - l'arbitro avesse "minacciato" di estrarre un cartellino giallo salvo poi preferire il rosso. Certo è che la gestione delle sanzioni nei confronti dei tecnici è quantomeno discutibile. La veemenza di Tudor nelle proteste è apparsa smisurata ma non è di certo una novità tra le reazioni viste in campo ultimamente. Un metro di giudizio più uniforme sarebbe opportuno.