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Dall’Inferno al “Paradiso” in dieci minuti, così l’Udinese allontana la crisi

UDINE, ITALY - NOVEMBER 07: Beto of Udinese Calcio celebrates after scoring his team's third goal during the Serie A match between Udinese Calcio v US Sassuolo at Dacia Arena on November 07, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L'Udinese, trascinata da Beto e Deulofeu, esce dalla crisi e ritrova una vittoria che mancava da quasi due mesi, un vero e proprio sospiro di sollievo per tutto l'ambiente

Stefano Fabbro

L'Udinese finalmente ritrova la vittoria, tre punti che mancavano da due mesi e che allontanano (almeno per il momento) voci inerenti alla panchina di Gotti, ma soprattutto quella ventata di negatività che si respirava ieri pomeriggio alla Dacia Arena durante il sofferto e delicato primo tempo. La squadra di Gotti entra in campo col piglio giusto, anche grazie al cambio di modulo proposto dal tecnico, un 4231 con quattro centrali a proteggere la porta di Silvestri e tanta qualità a sostegno di Beto, l'avvio promette subito bene con Deulofeu che mette dentro un grande assist di Becao, ancora una volta il migliore del pacchetto arretrato. La partita dunque sembra subito ben indirizzata, con i bianconeri che potrebbero sfruttare al meglio il piano tattico fatto di riconquista e ripartenze con il risultato a favore, ma ancora una volta ecco che un grave errore individuale, questa volta di Silvestri, spiana la strada al pareggio del Sassuolo e fa cadere i friulani in un turbinio di pressione e pensieri negativi che portano addirittura al gol del sorpasso di Frattesi, un gol che fa cadere il gelo nelle tribune della Dacia Arena, un gelo che si sarebbe trasformato in incubo vero e proprio se il gol del 3 a 1 di Raspadori non fosse stato in fuorigioco di qualche millimetro. Da qui in avanti l'Udinese capisce di essere state ad un passo dal baratro e inizia a reagire, trovando il pareggio grazie ad un tiro deviato di Molina, finalmente un episodio che sorride ai bianconeri e che cambia la storia del match, riportando entusiasmo e fiducia non solo nei ragazzi ma anche in un pubblico che era caduto nello sconforto più totale insieme alla squadra.

La ripresa è meno scoppiettante e meno "pazza" della prima frazione ed è proprio nel secondo tempo che si vede la vera Udinese, una squadra aggressiva, combattiva e compatta che inizia da subito con la voglia disperata di vincere la partita, di scrollarsi di dosso una classifica che stava diventando anche pericolosa e così, questo atteggiamento trova subito i suoi frutti grazie all'uomo della provvidenza, ovvero il solito Beto, che mette in porta senza difficoltà un assist di Pereyra, quarto gol in campionato per il centravanti, ancora una volta decisivo. Dopo il vantaggio l'Udinese chiude tutti gli spazi e non concede nulla ad un Sassuolo meno frizzante rispetto alla prima parte di gara, i bianconeri anzi sciupano più volte la chance di chiudere la partita in contropiede, dimostrando che in cattiveria e maturità bisogna ancora crescere tanto, ma alla fine della fiera i tre punti arrivano grazie ad un secondo tempo di vera impronta "Gottiana" condito da un modulo più adatto alle caratteristiche dei vari Deulofeu e Pereyra, soprattutto il primo infatti è stato autore di una partita da vero leader, da vero numero 10, da vero faro della squadra. La cosiddetta impronta "Gottiana" si è vista però soprattutto nella voglia di rimanere attaccati alla vittoria nel secondo tempo, non concedendo nulla ad una squadra che nel primo invece aveva fatto vedere le stelle alla difesa bianconera, mentre nella ripresa Becao e compagni non hanno avvertito neppure il solletico, ma questa volta un plauso a Gotti va fatto, perché dopo le sofferenze difensive dei primi 45 minuti in tanti sarebbero ritornati nella "comfort zone" della difesa a 3, invece il mister ha deciso di continuare così per tutta la partita e alla fine ha avuto ragione, salvando forse così anche la sua stessa panchina, ma per questo deve anche dire grazie ad un gruppo di ragazzi combattivi e dal grande spirito, perché questa Udinese non sarà ancora bella e perfetta, ma dal punto di vista caratteriale c'è eccome, altrimenti non si sarebbe visto un secondo tempo del genere.

Adesso arriva la sosta, probabilmente arriva al momento giusto dopo una bella vittoria per lavorare ancora meglio su questo bel 4231, per recuperare gli infortunati (Pussetto e Arslan su tutti) e per prepararsi al meglio in vista di un calendario che da qui a Natale vedrà l'Udinese affrontare molte squadre alla portata e che, quindi, dirà finalmente di che pasta è fatta questa squadra e che tipo di campionato ci aspetterà, con i primi indizi che arriveranno già dalla prossima trasferta, insidiosissima, in quel di Torino contro i granata di mister Juric.

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