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Da oggetto misterioso a motore del centrocampo, ecco il vero Makengo

Jean-Victor Makengo (Udinese) during the Italian football Serie A match Udinese Calcio vs SSC Napoli on September 20, 2021 at the Friuli - Dacia Arena stadium in Udine, Italy (Photo by Ettore Griffoni/LiveMedia/NurPhoto via Getty Images)

Il francese migliora di partita in partita e sta conquistando l'Udinese

Stefano Fabbro

Arrivato la scorsa estate a fine mercato praticamente sotto traccia e dopo un primo anno in Italia passato più in panchina che in campo, in questo avvio di stagione il destino di Jean Victor Makengo in maglia bianconera sembra essere completamente cambiato, infatti del centrocampista timido, un pò impacciato e impaurito dello scorso campionato, quest'anno Gotti e l'Udinese stanno iniziando sempre di più a conoscere un vero e proprio motorino del centrocampo. La crescita di Makengo dopo un primo anno di normale ambientamento in Serie A  è sotto gli occhi di tutti, soprattutto a livello di personalità il ragazzo sembra aver fatto passi da gigante, visto che dal compitino dell'anno scorso oggi il francese risulta essere addirittura il miglior giocatore per dribbling in Serie A della settima e ultima giornata giocata, quella a Genova contro la Sampdoria, forse la miglior partita del francesino in maglia bianconera.

Che l'atteggiamento e le prestazioni di Makengo fossero in crescita lo si era capito già da quest'estate, quando in una Udinese ancora in cantiere aperto l'ex Nizza risultava spesso come migliore in campo e come il giocatore più in palla del ritiro estivo, tant'è che nelle prime due giornate Gotti non ha potuto rinunciare a lui dal primo minuto, una rinuncia che si è sentita poi nelle successive due gare iniziate senza il francese in campo, mettendo in evidenza la mancanza di forza fisica, corsa e cambio di passo a centrocampo. Non è un caso che le ultime migliori prestazioni dell'Udinese coincidano tutte con la presenza in campo dello stesso Makengo, per crederci basta pensare alla partita di Roma, al secondo tempo contro la Fiorentina e infine alla scoppiettante partita di Marassi, in tutti questi frangenti il francese occupava il suo posto sulla sinistra del centrocampo, intavolando un'asse molto interessante con un altro ragazzo in rampa di lancio, ovvero Destiny Udogie.

Viste le recenti prestazioni ora sembra che Makengo abbia superato (almeno momentaneamente) il turco Arslan nelle gerarchie di Gotti per completare il centrocampo, le caratteristiche del numero 6 infatti sembrano completarsi meglio con quelle di Walace e Pereyra, offrendo un dinamismo e un filtro maggiori alla linea mediana bianconera, permettendo così anche a Pereyra di pensare più ad offendere che a difendere grazie anche all'abilità tattica e la dote di ruba-palloni dello stesso Makengo.

La crescita di questo ragazzo pare quindi essere sempre più evidente, ora il classe 98 non deve commettere l'errore di spegnere l'interruttore, perché i margini di crescita sono ancora ampi, l'età è dalla sua parte e anche la fiducia di Gotti aumenta di partita dopo partita: insomma, Makengo ha tutto per diventare sempre di più un perno di questa Udinese, sperando che possa ricalcare le orme di un giocatore degli anni d'oro a cui spesso viene paragonato, ovvero Kwadwo Asamoah, se così fosse allora l'Udinese potrebbe vantarsi di aver scovato un altro gioiellino e, per il momento, tutti gli indizi sembra che vadano in questa direzione.

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