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Centrocampisti sbagliati o mal utilizzati?

UDINE, ITALY - OCTOBER 17: Emanuel Vignato of Bologna FC competes for the ball with Walace of Udinese Calcio during the Serie A match between Udinese Calcio and Bologna FC at Dacia Arena on October 17, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Il centrocampo è il vero motore della squadra. Pur non essendo un reparto baciato dal talento in mediana i bianconeri possono fare decisamente meglio. Serve però correggere alcuni errori e soprattutto sfruttare al meglio le qualità di ognuno

Stefano Pontoni

Walace non è scarso ma è utilizzato male. Lo si vuole regista ma regista il brasiliano non è. Non siamo di fronte ad un Pizarro (giocatore irripetibile e introvabile, superato nell'interpretazione del ruolo soltanto forse da Pirlo) e nemmeno di un Inler ma di un centrocampista con ben altre caratteristiche. Non ha una grande visione, gioca infatti spesso in orizzontale a due metri, non ha il lancio che aveva D'Agostino, altro grande play che ha vestito la maglia bianconera. Walace è uno che deve far valere la sua imponente fisicità in fase di interdizione, che può essere utile quando bisogna andare a recuperare il pallone. Il classico mediano nato senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni. In realtà, a differenza di quel che cantava Ligabue, la tecnica tutto sommato è anche buona. Manca più che altro la velocità di gambe e di pensiero, soprattutto quando viene pressato dagli avversari. Ripeto, è un buon giocatore se sfruttato per quelle che sono le sue caratteristiche migliori. Sfruttiamo la sua stazza, rara da trovare in Serie A, le sue lunghe leve, sgraviamolo dai compiti di costruzione e le sue prestazioni saranno sicuramente più soddisfacenti.

In coppia con Makengo, su ricalco del modello spallettiano Fabian Ruiz e Anguissa (con le dovute proporzioni) per me può fare bene. Giocatori da lavoro sporco, che magari si vedono poco ma che in realtà si rivelano fondamentali. Devono essere il baricentro dell'Udinese, quegli elementi in grado di dare equilibrio e solidità all'intera squadra. La costruzione del gioco la lascino a chi sta davanti, a giocatori che hanno un passo e un'inventiva diversa.

Ne abbiamo molti in rosa, Samardzic in primis. Il tedesco, delle cui qualità straordinarie purtroppo abbiamo avuto soltanto qualche assaggio, può essere il centrocampista in grado di dare la svolta. Ha dribbling, tecnica in velocità, capacità di rifinire e di finalizzare. Viene da chiedersi perché Gotti non gli voglia dare una chance. Ok, non lo vuole bruciare ma tendendolo in panchina, continuando a non dargli fiducia, alla fine rischia di bruciarlo lo stesso.

Altro giocatore utilizzato in questo momento in modo errato, almeno per il sottoscritto, è Pereyra. Il Tucu, arrivato a trent'anni e con qualche acciacco muscolare di troppo che ne ha frenato la carriera, non ha più la gamba per essere un centrocampista box to box. Soprattutto quando la forma non è delle migliori fatica un sacco a ripiegare, a rincorrere l'avversario. Ne escono, allora, partite come quella di domenica contro il Bologna, con ingenuità dettate dalla mancanza di lucidità che possono costare caro. Il meglio l'argentino lo può dare dieci, anzi venti metri più avanti, come raccordo di qualità tra l'attacco e il centrocampo. In quella zona di campo, tra le linee può fare male con i suoi inserimenti, con la sua tecnica. Gioverebbe moltissimo dal passaggio al 4-2-3-1, a giocare come trequartista e non da mezz'ala. Personale idea ovviamente.

Ci sono poi Arslan e Jajalo. Il turco-tedesco può essere ancora importante come lo è stato a lungo nel corso della passata stagione, i suoi problemi più che altro sembrano essere extra campo. Quel contratto non rinnovato, quella scadenza a giugno 2022 e le tante voci di addio pesano come un macigno sulle sue prestazioni. Si vede che non è tranquillo, che è disturbato e nervoso. Gotti è intenzionato a dargli ancora altre chance ma qui subentra un ragionamento diverso, più societario che tecnico: puntare su di lui o lasciarlo andare via? Jajalo, rientrato dopo il grave infortunio, può essere un'alternativa anche a gara in corso. Se il bosniaco ritrova la forma migliore, se riacquista un po' di dinamismo sicuramente può dare una mano.

Servirebbe un innesto? Rispetto ad altri ruoli nel mezzo la coperta pare corta. Che la società stia cercando qualcuno, magari un giovane di belle speranze da lanciare, non è un mistero. Ora però gli uomini sono questi e bisogna far sì che possano rendere al massimo delle loro potenzialità. Spetta a Gotti trovare la formula giusta.