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Apu, rifatti del covid come Trieste

Apu, rifatti del covid come Trieste

C'è una via Covid e una a-Covid per brindare in Coppa nel basket delle leghe (Lba, Lnp e Lbf) già in corso in Friuli Venezia Giulia. Ciò mentre serie C Gold e Silver, B femminile e giovanili d'eccellenza attendono...

Valerio Morelli

C'è una via Covid e una a-Covid per brindare in Coppa nel basket delle leghe (Lba, Lnp e Lbf) già in corso in Friuli Venezia Giulia. Ciò mentre serie C Gold e Silver, B femminile e giovanili d'eccellenza attendono ansiose di fare i conti a ore con le direttive per la ripresa della Fip che ha visto esaudita lunedì scorso la richiesta, fatta a scoppio ritardato dopo avere scelto lo stop a questi tornei, di attività d'interesse nazionale da parte del Coni, che l'aveva già riconosciuto ad altre federazioni e anche a enti di promozione sportiva dopo il Dpcm del 3 novembre 2020.

In regione la via senza intoppi da pandemia per la prima qualificazione, storica per la società nata 7 anni fa, alla Final eight di coppa Italia di A2 femminile l'ha già percorsa con successo la Delser Crich Lbs Udine sbancando Moncalieri in campionato nel turno prenatalizio. Il club del presidente Leonardo De Biase, primo a cominciare l'attività in Friuli nel pieno rispetto dei protocolli anti-Covid in vista dell'A2 al via il 3 ottobre 2020, ha fatto un fiore all'occhiello di questo obiettivo centrato da capolista del girone Nord, dov'è in fuga a fine andata. Tanto da mettersi in concorrenza con Selargius (Cagliari), cui spetta la primogenitura nella candidatura, per l'organizzazione della fase finale di Coppa che giocheranno le prime quattro classificate dei due gironi Nord e Sud perché la Lbs si sente all'avanguardia nella sanificazione delle palestre in cui gioca e si allena. La squadra di coach Alberto Matassini, in serie utile da dieci gare e chiusa la prima metà stagione regolare con 12 vittorie e una sola sconfitta a Crema, così potrebbe difendere in casa la settimana del primo maggio, come da richiesta udinese, la chance conquistata di disputare la Final eight. Per percorso quasi netto in campionato e netto da scorie virali – da cui è stata sfiorata solo di rimbalzo per la positività del suo preparatore atletico Tommaso Mazzilis che è in quarantena dal 2 gennaio scorso, ma dopo il caso Dominique Johnson all'Apu dove fa l'aiuto del professor Luigino Sepulcri – la Libertas basket school ha fatto apparire un normale traguardo sportivo quello del cin cin alla Coppa.

E' stato un percorso a ostacoli, invece, quello superato alla grande domenica dall'Allianz Pallacanestro Trieste 2004. Battendo a Casalecchio di Reno la Fortitudo Bologna, per la prima volta nella storia dei giuliani in A dove sono tornati nel 2018, la squadra del decennale coach Eugenio Dalmasson – che da questa stagione ha per assistente l'esperto allenatore udinese Franco Ciani – è entrata anch'essa negli annali della società centrando un'altra qualificazione storica, come per la Lbs, alla Final eight di coppa Italia di A che è in programma dall'11 al 14 febbraio prossimi a Milano con Frecciarossa title sponsor. Trieste è settima in classifica e alla Coppa accedono le prime otto di fine andata. Si giocherà penultimo o ultimo posto di accesso alla fase finale con Cremona, su cui ha il vantaggio di averla strabattuta all'esordio in campionato il 27 settembre scorso. Quest'ultima deve recuperare la gara con la capolista Milano rinviata nell'ultimo turno, l'Allianz con Varese che ha chiesto il rinvio della penultima d'andata per una dozzina di casi Covid. Un calvario attraverso cui è passata Trieste stessa all'inizio per contagi nella rosa delle avversarie di turno Reggio Emilia e Cantù, poi per un focolaio in casa propria. Morale: per tutto novembre non ha giocato una partita, quando il presidente Mario Ghiacci – già manager Snaidero da metà a fine anni Duemila – diceva a buon diritto che si era persa l'equità competitiva e la sua squadra viveva alla giornata. A dicembre ha fatto gli straordinari e il turno post-epifanico ha portato la buona novella di cui lo stesso Ghiacci può andare fiero: “Final eight e classifica? Risultato di squadra”.

Su questo in A2 deve puntare l'Old Wild West Apu Udine che, arrivata in prestagione alla Final Eight di Supercoppa dove Forlì l'ha eliminata nei quarti giocandosela però alla pari allora senza Dominique Johnson per problemi di tesseramento, dopo un ruolino di 7 vinte e una persa in campionato – 10 su 12 gare contando il primo trofeo stagionale Lnp – da due turni è a secco perché il Covid ci ha messo lo zampino. DJ positivo ha saltato la prova del nove contro Torino, assieme ad Andrea Amato fermo un mese per mal di schiena. Nello stop al supplementare contro Orzinuovi, in striscia positiva da sei gare, mancava pure Joseph Mobio oltre ai giovani John Paul Agbara e Riccardo Azzano, mentre in panchina non si sono visti il senior assistant-dt Alberto Martelossi e l'assistente Simone Lilli. Domenica a Biella, sperando che il virus non insista, c'è da ripartire di squadra, ma anche dal nuovo asse capitan Michele Antonutti-Federico Mussini che nell'aprile 2014 era appena maggiorenne quando vinse l'Eurochallenge con la Reggiana capitanata dallo stesso Antonutti prima di volare a St. John's deve fece il college con Amar Alibegovic.

In B l'idea di giocare di squadra serve più alla Pontoni Falconstar Monfalcone che alla Gesteco Ueb Cividale, la quale ha sopperito all'assenza dell'ala Gabriele Miani per Covid con due successi interni sulla capolista Vicenza e sull'Ubp Padova, ma ora torna all'esame trasferta. Per C Gold e Silver, B femminile e giovanili d'eccellenza, infine, che la Fip ce la mandi buona. E non solo quella!