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Altro giro, altro rammarico: questa Udinese deve osare di più

UDINE, ITALY - SEPTEMBER 26: Gerard Deulofeu of Udinese Calcio  reacts during the Serie A match between Udinese Calcio and ACF Fiorentina at Dacia Arena on September 26, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L'Udinese cade ancora, ancora una volta i bianconeri giocano bene solo un tempo e pagano a caro prezzo il classico timore dimostrato ad inizio gara

Stefano Fabbro

Si potrebbe fare copia e incolla della partita di Roma ed ecco che verrebbe fuori anche la partita di ieri contro la Fiorentina, stesso copione, stesso andamento e, purtroppo, anche stesso risultato: l'Udinese ancora una volta entra in campo con timore reverenziale nei confronti di un avversario forte, ma non imbattibile, baricentro basso, le due punte abbandonate al loro destino e un centrocampo totalmente privo di idee e di gamba per ribaltare il campo con le ripartenza, tutto ciò ha prodotto un altro primo tempo totalmente passivo e in balia degli avversari, un primo tempo macchiato dal rigore inesistente concesso alla Fiorentina e che ha deciso poi la partita, ma questa non è la sede per parlare di arbitro e VAR. Questa è la sede giusta invece per analizzare la partita, un'altra partita piena di rimorsi e rimpianti per l'Udinese, un'altra partita in cui Gotti ha deciso di far giocare la squadra solo dal secondo tempo in avanti, impostando un'altra volta l'inizio della partita consegnando la palla agli avversari, lasciando a loro la prima mossa, dimenticandosi che quest'anno l'Udinese ha notevolmente alzato le alternative di qualità per proporre un calcio più offensivo e prolifico (in termini di occasioni), come hanno dimostrato i secondi tempi di Roma e di ieri, ma le partite durano novanta minuti e, spesso, un tempo non può bastare per indirizzare il risultato.

Pare inspiegabile a questo punto il motivo per il quale l'allenatore bianconero continui a riproporre uno schema tattico in cui molti giocatori sono fuori ruolo, in cui l'unico obiettivo è quello di difendere lo 0-0 iniziale sperando in un episodio in contropiede, quando in realtà il vestito ideale per questa squadra sarebbe quello mostrato nel secondo tempo, in cui un giocatore come Deulofeu può esaltarsi, in cui Pereyra è libero di svariare senza compiti difensivi, in cui Pussetto può giocare sia come punta sia come esterno e in cui, infine, il possente Beto può fare a sportellate con gli avversari in area di rigore e non a cinquanta metri dalla porta avversaria. La partita di ieri quindi lascia un forte rammarico (senza considerare gli episodi arbitrali) perché ancora una volta l'Udinese ha dimostrato di avere qualità, ma forse chi tiene il manico di questa squadra è ancora troppo bloccato da timori e paure che non permettono a questa rosa di sbocciare ed esplodere definitivamente, per fare questo serve un cambio di rotta prima di tutto nella mentalità di chi guida la squadra, da questo punto di vista Gotti dovrebbe ascoltare a lungo le dichiarazioni di Deulofeu a fine partita, in cui lo spagnolo dice chiaramente che la squadra deve giocare sempre come il secondo tempo e di smetterla di regalare i primi tempi agli avversari solo per questa "maledetta" paura di soffrire e di scoprirsi.

Le giornate passate sono appena sei, c'è ancora tutto un campionato davanti, nessuno vuole già crocifiggere qualcuno, ma la sensazione è che questa Udinese sia come una bella macchina tenuta sempre chiusa nel suo garage per paura di sporcarla o romperla, serve più coraggio, più determinazione e più cattiveria sin dal primo minuto delle gare, ma soprattutto serve abbandonare quelle paure che tengono questa squadra ancora ancorata ad un sistema ed un atteggiamento che non sono più coerenti alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, perché con Pussetto, Beto e Deulofeu il tridente dovrebbe essere automatico, Pereyra deve essere più libero e giocare in posizione più avanzata, senza considerare che questa estate sono arrivati diversi giovani interessanti che ancora abbiamo visto con il contagocce, anche da questo punto di vista urge più coraggio nel metterli in campo, magari più di dieci minuti a partita come sta succedendo al talento Samardzic.

Le sconfitte di fila sono già tre, non è tutto da buttare, le partite contro Roma e Fiorentina hanno dato delle chiare indicazioni su quella che dovrà essere la vera strada da seguire, la speranza è che il nostro condottiero, come è stato in grado negli anni di fornire equilibrio ed identità a questa squadra, sia capace di prendere al volo queste indicazioni e di spingere la squadra ad avere un atteggiamento più offensivo fin da subito: domenica prossima a Genova con la Sampdoria sono attese risposte importanti, modulo a parte servirà un'Udinese più tonica e intraprendente da subito e non aspettare di subire il primo colpo per iniziare a giocare a calcio, perché la qualità non manca, bisogna solo saperla utilizzare.

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