ESCLUSIVA TU - Il califfo Marshawn Powell: "Ogni giorno, ogni allenamento do tutto. Dobbiamo essere una squadra che impone gioco"

17.10.2018 20:50 di Franco Canciani  articolo letto 1771 volte
ESCLUSIVA TU - Il califfo Marshawn Powell: "Ogni giorno, ogni allenamento do tutto. Dobbiamo essere una squadra che impone gioco"

All’alba dell’allenamento odierno abbiamo sentito Marshawn Powell: il ragazzo di Newport Beach giocherà domenica contro il suo recente passato, avendo disputato la scorsa stagione proprio alla Poderosa.

Allora Marshawn, come puoi giudicare i primi due mesi a Udine?

"Dal punto di vista cestistico non ho iniziato come volevo; la città è bella, mi ricorda Treviso; adoro il team, la società, l’organizzazione. Con Treviso avevo giocato qui qualche amichevole per cui conoscevo già le strutture".

Domenica contro Montegranaro giochi contro il tuo recente passato: lo scorso anno ci hai fatti neri!

"Sì, ho un buon ricordo di quelle gare (ride); Montegranaro è consistente, ha confermato diversi giocatori e l’allenatore mi dicono sia molto esperto. Ma a prescindere da questo dobbiamo impegnarci con tutte alla stessa maniera. Squadra tenace che non si batte da sola, dovremo giocare la nostra miglior pallacanestro senza togliere mai il piede dall’acceleratore. Sono convinto che se facciamo bene le nostre cose la vinciamo".

Quindi non c’è una maniera particolare di affrontare la Poderosa

"Ripeto, sono tutte gare difficilissime. Noi da parte nostra dovremo mettere in campo intensità e giocare come sappiamo, fino all’ultimo minuto senza pause. Poi il coach ci darà dei consigli su come affrontare le singole situazioni".

Le prime giornate sono sempre difficili, bisogna amalgamare le squadre

"Esatto: ma perdere troppo terreno adesso sarebbe decisivo".

Domenica l’attacco è stato preciso, meno la difesa

"Non sono del tutto d’accordo: in attacco possiamo e dobbiamo fare ancora meglio. Dietro abbiamo preso tanti canestri facili: troppi".

Backdoor?

"Non solo. Ma sì, anche le penetrazioni in backdoor ci hanno puniti".

Serve aumentare la conoscenza

"Sì: per costruire una squadra valida la conoscenza reciproca è indispensabile. Questo avviene giocando assieme, capendosi in campo e affinando i movimenti. Quando ci riusciremo, e ci riusciremo, metteremo paura a tutti".

Sembra che molti fra voi parlino la stessa lingua cestistica. Come va con i tuoi compagni?

"Bene, bene. Sì, ci capiamo; con Mauro (Pinton) giocavo a Treviso e conosco la sua pericolosità da fuori e la leadership; altri li ho affrontati l’anno passato, a Udine e non solo. Questo non può che accelerare le cose. Siamo sulla buona strada per diventare una bella squadra".

Imola e Mantova, inizio simile ma diverso esito finale

"Sì: siamo andati avanti all’inizio, poi a Imola siamo calati mentre contro Mantova abbiamo gestito il gioco per tutto il tempo. A Imola io in particolare non ho messo in campo la mia intensità ed energia, contribuendo in negativo al dinamismo di tutta la squadra. Ti dico che quella sconfitta me la prendo io sulle spalle".

Apprezzo la sincerità ma non sono d’accordo, a Imola la squadra in toto ha giocato male. Coach Demis ci ha a più riprese detto che Imola va ricordata ogni giorno, e non dimenticata…

"Credimi che lo facciamo: ogni giorno, ogni allenamento per non ripetere mai più tutti quegli errori. Dobbiamo preparare la gara al meglio, noi per primi; scendere in campo con la massima motivazione; imporre gioco e non subirlo. Così si diventa una squadra".