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ESCLUSIVA – Pizzul: “C’è tanta confusione, non si capisce più bene chi comanda”

Bruno Pizzul takes part to the Funeral of Cesare Maldini at Saint Ambrogio  in Milan on April 5th, 2016. 
Former AC Milan defender and Italy coach Cesare Maldini has died, aged 84. As a player, Maldini won four Serie A titles with Milan, as well as their first European Cup in 1963. He then managed the club between 1972-1974. In 1996, he became the coach of Italy - with son Paolo captaining the team - before going on to lead Paraguay in the 2002 World Cup. (Photo by Federico Ferramola/NurPhoto via Getty Images)

Le parole di Bruno Pizzul nel consueto appuntamento con la Big Band Bianconera.

Davide Marchiol

Bruno Pizzul è stato ospite del nostro consueto appuntamento della Big Band Bianconera nel giorno del post partita, stavolta tutta la conversazione post Udinese-Atalanta è incentrata sulle difficoltà dei bianconeri di poter schierare una squadra al completo a causa del focolaio Covid. Queste le sue dichiarazioni a partire da un commento sulle parole di Pierpaolo Marino.

“C’è poco da aggiungere alle parole di Marino, è di solito un uomo molto misurato e in una situazione inaccettabile ha perso le staffe, picchiando duro contro una situazione assolutamente inaccettabile. Per uniformità di giudizio è impossibile impostare su quanto visto ieri discorsi tecnici e tattici, però non si può non constatare come sia stato brutto vedere il comportamento delle autorità come la Lega, l’ASL, etc…, ognuno sta tirando acqua al suo mulino. Il modo in cui sono stati radunati i giocatori per la gara è a sua volta un rischio, i giocatori non hanno potuto nemmeno allenarsi, il tutto è stato inaccettabile e certifica lo stato di confusione in cui versa il calcio italiano. Non si capisce più bene chi comanda, tant’è che il modo in cui hanno preso le decisioni i tribunali amministrativi non ha una sua uniformità, ognuno ha preso la sua strada. Sarebbe auspicabile almeno una strada unica”.

Forse il mancato rinvio è dato da un calendario già compresso?

“Sono terrorizzati dal fatto che un calendario già intasato non consenta il recupero di gare rinviate. A livello Uefa e Fifa anziché cercare di rendere meno pesante la calendarizzazione si trovano modi per inventare nuove coppe e competizioni, a parte poi tutto il discorso sul Mondiale in inverno".

La conferenza stampa post gara di Gasperini è stata un po' una caduta di stile:

“Ha sottolineato le sue assenze inserendo anche Boga che è un nuovo acquisto che è pure partito ora per la Coppa d’Africa, è chiaro che se andiamo a spulciare le dichiarazione di tutti si trovano cose vergognose a qualsiasi livello, non è una novità. Il fatto che dica che comunque hanno giocato undici titolari è grottesco, è vero che tutti i ragazzi in campo avevano esperienza in prima squadra, ma l’unico centrocampista disponibile era Walace. Poi vedi che anche i rapporti interni tra lui e i giocatori talvolta arrivano a situazioni poco piacevoli, la storia con il Papu Gomez è tutt’ora viva”.

Impazza anche la discussione sulla riduzione a 5000 posti negli stadi...

“La situazione è complessa, c’è grande confusione su tante norme anche a livello internazionale, in Inghilterra le porte sono aperte, in Germania hanno chiuso tutto, per esempio anche la regola dei 13+1 va contro il principio che è stato introdotto delle cinque sostituzioni, che invece attualmente sono un diritto”.

Contro l'Atalanta non si poteva dare spazio a qualche Primavera?

“Non avrei visto molti vantaggi per questi ragazzi, forse sarebbe stata da schierare la Primavera fin dall’inizio, ma sei anche vincolato dalla regola che ti impone di schierare la formazione migliore possibile. Francamente non l’ho vista come un’occasione per far fare un’esperienza a qualche ragazzo, per quanto comunque anche la regola dei 13+1 non ti permetta di schierare i migliori”.

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