Avevo scritto giù qualcosa dopo la sconfitta, brutta per com'è arrivata, contro il Napoli in casa: ho riletto, erano le stesse cose che scriviamo da sei anni su questa squadra. Con un'aggravante.

Quest'anno l'Udinese gioca anche degli scampoli di buon calcio. Con un'aggravante.

Non segnano neanche a metterla in porta con le mani, nel 99% delle occasioni create.

A Genova i bianconeri meritavano ben più dei padroni di casa; come al solito mi sono rivisto la partita, senza l'enfasi della diretta, e l'impressione che avevo avuto in prima battuta mi si è consolidata dentro.

Ranieri, vecchio volpone, aveva preparato in maniera non adeguata la gara; per un'ora abbondante ha preso sberle, capito poco, subìto tanti tiri cercando la rete in un'unica, solitaria occasione (Musso su Quagliarella, ieri sera abbandonato a sé stesso). E siccome tutto è fuorché un pirla, decide di fare il bimbo antipatico: 'gné gné gné, specchio riflette', e giù un 3-5-2 con però più gamba dell'avversaria ormai stanca per l'ora di pressing asfissiante diligentemente applicato.

A quel punto, e non dopo venti minuti, mi sarei aspettato una reazione di Luca Gotti, altrettanto non-pirla: fuori Mandragora (che fallisce una rete da zero metri) e dentro il prode 'Pokemon' Arslan; fuori i due laterali e dentro pari ruolo, o addirittura mettersi a quattro dietro con un esterno e, che so, Nestorovski e risparigliare le carte al settantenne romano.

Poi chiaro che serve anche il capriccio di Eupalla a favore: incrocio dei pali di De Paul (migliore in campo per distacco), disavventura mandragoriana in area su Candreva, e il cambio d'inerzia è servito.

In fondo alla Samp sono sufficienti venti minuti di calcio discreto, quelli che intercorrono fra i cambi e la capocciata di Torregrossa (modestamente marcato da Zeegelaar) per rendere il sabato sera bianconero l'usuale pugno di mosche.

Ammiro Pierpaolo Marino, che sostiene come la squadra sia a posto così; eppure a Genova contestano Ferrero per gli innesti, quando ieri i cambi hanno girato la gara a vantaggio dei blucerchiati mentre dall'altra parte un Gotti eufemisticamente 'in bilico' affermava che in fondo subentranti adatti a far gara di contenimento non ne aveva. Ammiro il testaccino Claudio, che si presenta giogioneggiante in sala stampa e dice le cose esattamente come stanno, dimenticando do dire che ieri sera gli è andata di lusso esattamente come contro l'Inter; le cose si stanno facendo spinose, e questo deriva solo ed esclusivamente dal depauperamento della rosa causa infortuni.

Ma se giocatori non possono essere schierati a causa di edemi, stiramenti, legamenti o sacramenti vari, e se è vero (come è vero) che le assenze non sono esattamente momentanee, brevi, tollerabili con brevi sacrifici, qualcosa andava fatto, preparato, studiato ancor prima dell'inizio della riparazione mercantile di questo mese. Invece ad oggi le trattative riguardano lo sfoltimento della rosa e non il suo riaggiustamento.

Gotti? Settimana scorsa fonti ben informate davano per certo il suo allontanamento, poi commutato in ritiro anzi no; altro giro, altra sconfitta e altro ritiro, forse sì; mercoledì Atalanta, sabato (alla faccia dei calendari ben dosati) Internazionale e poi si vedrà.

Certo che l'adriese ieri sera, e lo ha candidamente ammesso, si è intorpidito sul più bello, raggiungendo nello stagno dei meno positivi quelli che, da qualche decina di gare, non riescono a concretizzare l'enorme mole di occasioni che un centrocampo secondo me non male(ma che va aiutato con dei cambi dosati) produce. Ranieri lo ha spazzato via in due mosse e lui lo sa; così come sa, e lo ha detto, che a lui manca anche un Torregrossa. Con buona pace di chi gli siede dietro, ed in attesa di capire se Deulofeu sia ancora un giocatore di calcio (e un girone se n'è andato): l'infortunio che ha subìto non è banale, lo si sapeva ma all'Udinese oggi un attaccante di fantasia serve come il pane.

Niente, dopo un breve periodo di spolvero siamo ripiombati nel solito anonimato delle ultime stagioni, tendente più a guardare cosa fanno dietro rispetto a mirare chi sta davanti. Il Torino ha giubilato Giampaolo e accoglie Nicola, il Crotone batte nettamente il Benevento e accorcia la classifica in coda; servono punti, da fare nel girone di ritorno dato che presumibilmente l'Udinese chiuderà attorno agli attuali 16 punti.

Paura? No. Delusione? Sì. Mi piacerebbe, per una volta, godere di una stagione tranquilla a guardare una squadra giocare al calcio.

Evidentemente non me lo merito.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 17 gennaio 2021 alle 17:13
Autore: Franco Canciani
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