Il pari alla Sardegna Arena è senza dubbio guadagnato: l'Udinese, all'ennesimo esame dopo aver 'ciccato' quello interno contro il Crotone, dimostra che al risultato, quest'anno, cerca di arrivarci col gioco e non con le folate, nervose e tanto, troppo legate alle ubbìe individuali, che hanno caratterizzato le tante, troppe ultime annate.

Anche a Cagliari, al netto di una punizione di Lykogiannis, De Paul e soci tengono il campo col piglio della squadra vera: non demordono dopo lo svantaggio, tutto sommato immeritato, contro una squadra dai valori tecnici indiscutibili e ben diretta in panchina; capitalizzano l'ennesima incursione di Nacho Pussetto e rimettono in carreggiata Kevin Lasagna, al quale spero farà bene questa prima rete stagionale.

Nella gara di minor piglio del Tucu Pereyra, l'Udinese riesce fin dall'inizio ad inaridire le fonti di gioco rossoblu; Joao Pedro, pericolo pubblico numero uno, cerca di scendere dalla prima linea e giocare da intermedio avanzato, per portare fuori zona uno dei marcatori friulani; è, questo, uno degli espedienti tattici meno facili da leggere e soprattutto da controbilanciare. L'esperimento non riesce anche perché il prolifico e geniale brasiliano pare in una giornata di non grande spolvero; soprattutto perché Becao, Samir e Bonifazi confermano come la difesa bianconera (oggi in terza maglia, gialla) abbia trovato una certa quadratura anche in assenza del totem olandese, Bram Nuytinck, ai box fino al prossimo mese.

L'Udinese spreca qualche buona occasione anche perché il suo numero 9, Deulofeu, pare ancora il fratello meno capace del bel giocatore ammirato in maglia rossonera; dall'altra parte ci pensa Rog a inventarsi uno slalom che lo porta a guadagnare la punizione che il laterale greco (ed un Musso forse pigro nel tuffo) trasforma in un vantaggio non del tutto meritato.

Dell'Udinese di oggi mi è piaciuto, e mi ripeto, il tentativo di arrivare al risultato senza frenesie, con una pressione costante ma di qualità, facendo circolare la palla con tutti i propri effettivi. I quali, sotto la guida di Luca Gotti, si stanno trasformando in una squadra. Vera, come non si vedeva da diverse stagioni.

Di Francesco si lamenta il suo, ma sa perfettamente che gli è andata bene: oggi tatticamente Gotti ha impostato la gara in maniera quasi perfetta, scegliendo un centrocampista più incontrista di Arslan (Walace) e nella ripresa ha messo Lasagna al momento opportuno. La risposta ottenuta da tutti i propri effettivi è stata positiva, con menzione particolare per l'inserimento sempre più convincente di un giovane italiano come Kevin Bonifazi.

Manca ancora molto, me ne rendo conto, per arrivare al 'prossimo' livello, quello che comporta una permanenza stabile nella parte sinistra della classifica, cercando di arrivare più a ridosso possibile delle prime della classe. Manca, molto probabilmente, un paio di inserimenti di qualità ancora superiore: ma vorrò vedere questa formazione ad organico completo; con Deulofeu ristabilito, con Okaka che può permettere una partita diversa contro formazioni che si chiudono a riccio come il Crotone; con Nuytinck a completare di nuovo il pacchetto difensivo, e il Topa come ulteriore elemento di qualità a centrocampo ed attacco.

Gli esami non finiscono mai: tre giorni e sarà Udinese-Benevento. La truppa di Pippo Inzaghi ha condannato all'esonero il povero Maran (che molti vedevano sulla panchina friulana in questa stagione) e sta ottenendo punti fondamentali per la permanenza in categoria. Esame difficile, perché al netto della maniera propositiva con cui le streghe si comportano in campo, sarà compito dei bianconeri di De Paul dettare i ritmi. Sperando in un esito migliore di quanto ottenuto contro i rossoblu pitagorici di Giovannino Stroppa.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 20 dicembre 2020 alle 23:32
Autore: Franco Canciani
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