Un dominio. Incontrastato, devastante per un’avversaria modestissima, al netto di un inizio di ripresa in cui l’Udinese ha lasciato il pallino ai ferraresi, incapaci di mettere assieme tre passaggi di fila.

Capiamo poco perché Semplici sia stato allontanato; perché si sia preso Luigi Di Biagio, che ricordo per un rigore sbagliato e buona direzione della nazionale Under21 ma null’altro di notevole da allenatore. Si farà, ma stasera va a scuola da Luca Gotti.

Schiera una formazione coperta, che riesce in ogni caso a farsi prendere in contropiede numerose volte nel solo primo tempo. Chiede troppo al suo capocannoniere, ceduto al Napoli ancor prima che il COVID sconvolgesse le nostre vite, ma è l’unico che ci mette garra e pericolosità nonostante sembra reduce da due mesi passati in un buffet della sua città natale, a porzina e terrano. Non proprio in formissima.

Prova a modificare la struttura tattica nella ripresa: la verità è che il divario in campo è imbarazzante. La S.P.A.L. prova a riaprire la gara con l’unica arma che le rimane, di questi tempi: la disperazione. Tutto questo frullare produce una respinta di Musso (altrimenti da s.v. in pagella) e qualche tiro lontano dalla porta difesa dall’argentino.

E l’Udinese? Come dicevo, imbarazzante anche la differenza tattica nella preparazione della gara: Luca Gotti indovina tutte le mosse, dando fiducia a Zeegelaar che gli era costato due punti nella gara precedente e ne viene ripagato; con Mandragora e Jajalo fuori, in mezzo sceglie gambe e muscoli di Fofana e Wallace: il primo continua nel suo periodo magico, sbagliando nulla e costringendo gli avversari a corrergli, invano, alle spalle. Il brasiliano sta crescendo, e oggi lascia a Valdifiori pochissime occasioni per alimentare il gioco biancazzurro con il suo fosforo.

Davanti? Timbrano sia Lasagna, che raccoglie una verticalizzazione di Fofana, salta Letica e segna da posizione angolata la sua quinta rete dalla ripartenza; e Okaka, veloce di pensiero a deviare in porta un tiro di De Paul dal limite.

Appunto, Rodrigo De Paul: sta finalmente uscendo dalla crisalide del ‘venezia’ che lo ha racchiuso per anni; gioca, prende le botte, segna e fa segnare. Continua a difendere, e solo quando cala un po’ di condizione i vari Sala e Vicari possono respirare.

L’Udinese, stasera, si guadagna una grossissima fetta di salvezza, allungando a sette il divario dalla terz’ultima, che stasera è il Genoa, e potrà affrontare con maggior serenità il calendario difficile che la attende dopo la gara contro la Samp di domenica pomeriggio. I due punti regalati al Genoa fanno rabbia più oggi che domenica scorsa: francamente non ho visto, da parte del Grifone, una prestazione così migliore rispetto a quella offerta stasera dagli spallini. La differenza la fanno i particolari: anche oggi, negli ultimi dieci minuti (ma sul triplo vantaggio) l’Udinese ha sbagliato qualche alleggerimento: ma al tiro la S.P.A.L. non c’è arrivata mai. Nemmeno quando ha fatto il suo ingresso il totem 39enne Floccari, cui mai è stato concesso lo spazio per il tiro.

Gotti si guadagna, guai non fosse così, una conferma da firmare, subito e per due-tre stagioni. Luca ha rivoltato la squadra, ne ha aumentato fiducia e consapevolezza, le ha dato un gioco (cosa che non si vedeva dai tempi di Velàzquez) e una fisionomia, addirittura quel po’ di arroganza in palleggio che si era vista, forse, all’epoca di Zaccheroni. Ha rivitalizzato molti fra i suoi ragazzi che parevano persi alla causa, ed al netto di limiti tecnici evidenti di qualcuno fra loro è riuscito nel miracolo di convincerli, a costo di pagare pegno, che il lancio lungo per Okaka non è la soluzione a tutti i mali. Meglio giocare palla a terra.

Ma il capolavoro dell’adriese si chiama Bram Nuytinck. Il trentenne del Gelderland era stato considerato sgradito da Tudor, messo in vendita ed aveva rifiutato il trasferimento in Francia per mancanza di tempo e per attaccamento alla maglia. Si è allenato come fosse destinato alla titolarità, Gotti lo ha schierato titolare a Marassi alla propria prima da allenatore incaricato e da allora Bram è diventato punto fermo della difesa friulana, tanto da non uscire più. Chapeau a tutti e due.

È inevitabile, date le prestazioni bianconere che nel post-COVID paiono immensamente superiori a quelle precedenti e considerato il prossimo mercato, teso al risparmio, che alcuni giocatori di Gotti saranno concupiti nella sessione di compravendita 2020-21: come si scriveva dopo la vittoria di Roma, sarà fondamentale che la dirigenza allestisca una squadra con meno limiti di quella attuale, e soprattutto che abbia in testa come sostituire chi partirà.

Avevo definito l’Udinese sciupona del turno precedente la sciagurata Udinese, parafrasando maestri straordinari, di penna letteraria e sportiva. Oggi dico che l’Udinese spazza via la S.P.A.L. e tutti i dubbi.

Bravo Gotti ed i suoi: la S.P.A.L. è parsa poca cosa, ma andava battuta, non lo avrebbe fatto da sola. Così è stato. Aspettiamo la truppa di Ranieri con serenità e fiducia. Sperando di vedere Quagliarella.

Piccola nota: l’Udinese ha 35 punti con zero rigori: undici in meno del Lecce, quindici meno del Genoa, tra le altre. Capisco tutto, ma per la pura legge delle probabilità pare impossibile non ci sia stato nemmeno un inghippo-da-VAR nell’area offensiva bianconera. Ne scriveremo, perché il calcio da Var non è poi meglio, come promettevano, del calcio da bar.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 09 luglio 2020 alle 22:42
Autore: Franco Canciani
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