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Ciani, Boniciolli e Bardini: uomini giusti al posto giusto

Ciani, Boniciolli e Bardini: uomini giusti al posto giusto

Un triestino verace del quartiere San Giacomo sta per cominciare la finale play-off di A2 che può portarlo a essere il primo allenatore a condurre per la seconda volta Udine nella massima divisione.

Valerio Morelli

Nello stesso anno in cui a un udinese doc è affidata la panchina della Pallacanestro Trieste per la prossima stagione di serie A di basket, un triestino verace del quartiere San Giacomo sta per cominciare la finale play-off di A2 che può portarlo a essere il primo allenatore a condurre per la seconda volta Udine nella massima divisione della pallacanestro italiana al quinto salto che il Friuli farebbe nell'olimpo cestistico nazionale. Stiamo parlando del neosessantenne Franco Ciani che avvicenda Eugenio Dalmasson alla guida dell'Allianz al quale, dopo altre esperienze assieme agli esordi alla Fantoni Udine e più di recente con l'Italia under 20, ha fatto da vice nell'annata appena conclusa che è stata l'undicesima del coach uscente all'ombra di San Giusto. A Udine invece può concedere il bis promozione il fresco cinquantanovenne Matteo Boniciolli che ne ha già una all'attivo nel 2000 dall'A2 all'A1, attraverso i play-off come quelli che comincerà domenica a Napoli, conducendovi la matricola Snaidero Pallalcesto amatori Udine con la quale era alla prima stagione da capoallenatore all'epoca. Ora può ripetersi da head coach, che ha con sé uno staff già da Eurocup come va ripetendo dall'inizio del Boniciolli2 alla friulana, guidando l'Old Wild West Amici pallacanestro udinese (Apu) che sta per giocarsi la A con la GeVi Napoli in finale Oro di A2.

Questo è l'oggi, ma c'è anche chi ieri o meglio, per essere più precisi, trentacinque anni fa è stato l'uomo giusto al posto giusto, il profeta in patria. O meglio ancora, tanto per geolocalizzarlo, è stato profeta nella Piccola patria, in Friuli. In questo caso parliamo dell'ormai più che altro professor Claudio Bardini, 63 anni a Natale prossimo, ma già nel 1986 artefice della terza promozione nella massima serie allenando la Fantoni Associazione pallacanestro udinese, lo storico acronimo Apu nato nel 1944 e scomparso nel 1992, rieccheggiato dal 2011 con la fondazione degli Amici. Bardini è stato l'unico allenatore indigeno ad avere avuto finora l'onore, nonché il piacere, di portare in A1 la squadra della sua città: Udine. Giovane allenatore di scuola Olimpia Milano firmata Dan Peterson, l'emergente Claudio a 24 anni nell'82 sedeva già in panchina a Mestre al posto di Moncho Monsalve per salvarla dall'A2 e nel'85-'86 centrò, invece, la promozione in A1 nella sua città natale. Quella Fantoni Apu aveva alcuni aspetti che coincidevano forse più con la Gsa che con l'Oww Apu.

Presidente era Enzo Cainero, uomo prestato al basket dal mondo del calcio in cui aveva fatto il portiere in A a Varese e in uscita dall'Udinese di Lamberto Mazza. Così come l'attuale patron Alessandro Pedone si definiva un agile terzino della pallanuoto Pescara agli esordi della moderna Apu, dopo l'esperienza amatoriale maturata da sponsor della Nuovo basket Udine (Nbu) da cui sono nati gli Amici pallacanestro udinese. Ne era sponsor con il marchio Gsa di cui era amministratore delegato fino a due anni fa, quando non essendone più il socio di maggioranza c'è stato il cambio di main sponsor con Oww. Cainero, invece, era il commercialista della Fantoni che gli assicurò una sponsorizzazione quinquennale di cui Bardini si giovò ai ricchi albori potendo schierare un quintetto guidato dal play Larry Wright, vincitore dell'anello Nba nel 1978 con i Washington Bullets e finalista la stagione seguente, chiamato assieme all'ala-pivot Clarence Kea dalla Virtus Roma con cui avevano vinto lo scudetto 1983 e la Coppa dei campioni 1984. Gli italiani da starting five erano Lorenzo Bettarini, Achille Milani e Tiziano Lorenzon, reduci dall'altra promozione nell'84 dall'A2 in A1 con la Gedeco Udine. Completavano la rosa il centro Renzo Tombolato onusto di gloria canturina, ma anche capitolina e l'ala ex Cantù, Antonio Sala, oltre ai giovani Alessandro Bisanzon, Fabio Banello e Michele Gregoris. Bardini aveva per assistente allenatore, già allora “anziano” perché ha un anno più di lui, il Dalmasson di cui sopra che incrociava alle statistiche Ciani ora suo erede. Un elemento di continuità con l'oggi e l'altro ieri è rappresentato dal preparatore atletico Luigino Sepulcri, che delle quattro promozioni udinesi in massima divisione finora non ha partecipato soltanto alla prima nel 1968 per evidenti ragioni di età, essendo del 1955.

Prima di Bardini uomo giusto al posto giusto, che ha smesso di allenare nel 2001 e ora è dedito all'insegnamento alle superiori e all'università oltre che alle attività federali Fip adesso quale presidente regionale degli allenatori Cna, sulle due precedenti promozioni di Udine cestistica tirava vento dell'Est. Della prima, storica della Snaidero del cavalier Rino in A artefice fu il macedone Boris Kristancic di Skopje cinque volte campione della Yuba Liga, tre da giocatore-allenatore e due solo da tecnico fra il 1957 e il 1966. La seconda fu firmata a soggetto dall'ungherese naturalizzato italiano Lajos Toth, che aveva in squadra uno da Hall of fame quale Drazen Dalipagic e James Percival Hardy oltre ai già citati Bettarini, Milani e Lorenzon. Meno orientale, ma pur sempre borino è il buon vento che può portare ora il triestino Boniciolli a concedere il bis tutto e solo suo.      

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