A2: cosa dice una sola gara?

07.10.2019 15:30 di Franco Canciani   Vedi letture
A2: cosa dice una sola gara?

Inizio con una precisazione: qualcuno se l’è presa per come avrei (ma non ho) valutato male la prestazione di ieri di Simone Pierich in maglia rosetana.

Chi mi conosce sa che stimo chi, a 38 anni, ancora si mette in discussione, e la cui qualità e serietà è testimoniata dall’esiguo numero di squadre cambiate in una carriera lunghissima. Basti leggere la chiacchierata con Miki Antonutti di giovedì scorso.

Ho forse usato un termine ambiguo, ‘frustrato’: l’ho inteso per la diversa situazione che Pierich ha cavalcato l’anno scorso (quando ci fece a pezzi) e difficilmente arginato quest’anno. Ieri dopo la bomba iniziale ha fatto tanta fatica, merito di una difesa udinese che ha alzato gli scudi di fronte a una squadra di giovanissimi, e per questo inesperti, compagni del nostro. La schiacciata di Beverly, con Pierich a terra, poteva essere forse evitata ma credo a parti invertite anche Simone avrebbe concluso nella stessa maniera. E il prendersela, com’è successo, implica la frustrazione di un professionista che non riesce, e non per demeriti propri, ad incidere in una gara che l’avversaria si aggiudica alla fine piuttosto comodamente.

Chiedo scusa a chi si è offeso, e lo faccio serenamente, inviando a Simone Pierich un abbraccio e l’augurio di ridiventare ago della bilancia sin dalla prossima giornata; pretendo però lo stesso da chi mi ha chiamato ‘sfigato’, ‘frustato’ (sic) mandandomi finalmente ad evacuare. Per me la cosa si chiude qui, siamo due facce della stessa grandissima passione.

Cosa dice il campionato dopo la prima giornata giocata, un’alba ancora sicuramente prematura per dare giudizi?

Parlando del girone Est, che Verona è la corazzata che ci aspettavamo. Schianta Caserta senza remore, così come fa la possibile sorpresa del girone Mantova (Clarke 20, Lawson doppia doppia) corsara a Piacenza.

Sorprende anche Ravenna, che espugna Forlì con un grande ultimo quarto. Da pronostico la vittoria di Montegranaro a Imola, mentre al fotofinish San Severo (canestro decisivo di Chris Mortellaro) espugna il Palalido e Ferrara fa fuori l’Orceana.

Il girone occidentale attende ancora due gare (Rieti-Napoli il 16 ottobre, Roma-Derthona il 22) per cui può dare impressioni solo parziali; tutte vittorie casalinghe nelle cinque gare disputate, con Torino che batte Biella, Trapani che prevale di 13 su Treviglio, Latina di 16 su Capo, Agrigento che batte Casale e Bergamo che supera Scafati sul filo di lana (65-63, 24-17 nel quarto decisivo).

Cosa desumere? Che il campionato si sta delineando secondo valori previsti. Che, parlando del girone orientale, pare scorgersi all’orizzonte un gruppo di 5-6 squadre che si staccheranno dalle altre in maniera progressiva grazie ad un roster più profondo e a obiettivi a più lungo termine; nel girone opposto, invece, Torino di coach Demis e Ous Diop appare squadra preparata in maniera eccellente grazie alla geniale intuizione di Sàrdara, che ha sfruttato un momento d’impasse della precedente franchigia piemontese portandovi i diritti di Cagliari e riaccendendo passioni solo sopite e mai del tutto spente.

Una sola gara dice poco: quando però grandi sorprese non ve ne sono, i valori in campo paiono confermati.

Aspettiamo, sarà un’altra lunga e difficile, ma appassionante stagione.