GSA si scioglie, Biella no: 1-2

02.05.2019 22:53 di Franco Canciani   Vedi letture
GSA si scioglie, Biella no: 1-2

 

Ho sempre cercato di trovare la quadra tecnica e tattica dopo vittorie e sconfitte. Stasera, però, è sin troppo facile.

Biella è più squadra; si è fatta scivolare addosso il parziale negativo, incidendo poi la carne viva delle carenze, ataviche, della GSA.

Servito.

Dal +15 e palla in mano al pari è passato un quarto e mezzo lungo come un amen; Sims ci ha fatti neri, Chiarastella ci ha messa tanta fisicità e Saccaggi ha giocato meglio dei nostri playmaker.

Segnare 22 punti nella ripresa non permette di vincere da nessuna parte: tantomeno a Biella, tantomeno se questo segue un primo tempo nel quale Udine difende alla grande, trova tiri azzeccati, è sorretta da uno Stefan Nikolic che il prossimo anno sarà di certo perno di questa formazione. In qualsiasi categoria.

Udine perde perché di questi 22 punti poco più del 25% viene dai due americani: Trevis segna solo dalla lunetta, Powell perde alcune palle sanguinose che, abbinate ad una difesa-horror, consentono a Harrell e Sims di scavare il solco decisivo.

Penso di non avere scritto mai così poco dopo una gara della GSA; penso di non aver avuto mai così poco da dire, se non pensieri brutti che si legano ad un amico di cui non faccio il nome, ma che forse troppo frettolosamente è stato ritenuto responsabile di un’uscita ai quarti ai primi playoff raggiunti nella storia della nuova società friulana.

Ma penso anche ad Alberto Martelossi, che oggi ha sofferto assieme a Davide Micalich e a chi, come me, stupidamente (?) ci crede sempre. Sempre.

Ci credo ancora? È gratis, perché no. ma la GSA può giocarsi la ‘bella’ al Carnera solo se, fra due giorni, rialzerà la capoccia ed eviterà quei capi chini, quelle infinite serie di palle perse e triple spadellate, di giochi poco lucidi e violazioni di 24’’ commesse o sfiorate con tiri forzatissimi sulle spalle di chi, forse, quei palloni non dovrebbe ricevere.

Tutto qui.

Onore a Biella che ci ha creduto. E che ha creduto nel puntuale blackout. Quest’anno va così.

E adesso testa a sabato: se questa squadra ha le palle, permettetemi il giapponesismo, è il momento. Perché non ne avrà più.