La presenza di Alexander Merkel allo stadio nel corso della partita tra l'Hoffenheim e il Norimberga ha dato spunto a chi considera il giocatore sempre più vicino alla Bundesliga. In un'intervista rilasciata a 'Goal Germania', il centrocampista tedesco dell'Udinese ha parlato a 360 gradi del suo rapporto con la piazza bianconera e dei motivi che potrebbero spingerlo a cambiare aria: "Ho fatto visita alla mia famiglia a Stoccarda. Nell'Hoffenheim gioca il mio amico Andreas Beck, per questo sono andato a vedere la loro partita. Non sono riluttante a lasciare l'Udinese, valuterò ogni offerta che arriverà. Il mio agente ha avuto colloqui con club russi e tedeschi, ma in questo precampionato mi sono dato molto da fare perchè il mio obiettivo era trovare qui la mia strada. Ora attenderò di sapere cosa dirà il mister. A me non piacerebbe lasciare un club come l'Udinese, però mi è sembrato che l'allenatore non faccia conto su di me. E' un peccato, perchè io sono un giocatore che vorrebbe sempre scendere in campo. Serie A o Bundesliga? La vita non è un picnic. A me piacciono sia la Serie A che la Bundesliga, certo è che questa ha un grande appeal su di me". Così come appeal avrà per Merkel quella realtà in grado di garantirgli un maggior minutaggio, quello che finora non è riuscito ad ottenere dal suo attuale allenatore: "Perchè il mister non mi considera? Onestamente non ne ho idea.

Quando sono arrivato qui lo scorso inverno sapevo che sarebbe stata dura trovare spazio, visto che arrivavo in una squadra che aveva un gruppo già amalgamato e solido. E per questo sono stato paziente. Adesso, però, ho preso parte all'intero precampionato e non mi sembra di aver fatto male. All'Udinese c'è tanta competizione nel mio ruolo. Ma di base ci sono dei titolari e il mister non ha praticamente mai cambiato formazione. Giocano sempre gli stessi giocatori e anche chi è arrivato nel club recentemente non ha avuto tante chance di mettersi in mostra. E' una cosa che bisogna accettare, perchè se il mister decide così si fa così. Io faccio sempre del mio meglio per dimostrare di essere all'altezza. Ma sembra che non basti. Il presidente, invece, ha fiducia in me e confida nelle mie capacità, però è l'allenatore che decide chi va in campo".

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 14 agosto 2013 alle 21:00
Autore: Mirko Fusi
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