L'Udinese si siede di fronte alla Signora

12.03.2018 15:00 di Stefano Fabbro  articolo letto 239 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Udinese si siede di fronte alla Signora

"Chi lotta può anche perdere, chi non lotta ha già perso", questa è stata la frase più importante espressa da Oddo in conferenza stampa prima della partita di ieri contro la Juventus, ma i suoi giocatori da ciò che hanno messo in campo non hanno recepito il messaggio volutogli recapitare dal loro tecnico, ovvero quello di andare a Torino con il coraggio di chi non ha nulla da perdere, con spensieratezza ma anche voglia di far male alla prima della classe. 
A dire il vero, i primi dieci minuti dei friulani avevano anche fatto ben sperare, con Chiellini costretto ad un fallaccio da ammonizione su Jankto dopo un solo minuto, con Fofana che aveva provato uno dei suoi tiri da fuori, insomma sembrava che veramente l'Udinese fosse scesa in campo con la voglia di lottare, ma alla lunga, la qualità della Juventus è venuta fuori e la partita è finita ancora prima di iniziare, con la perla su punizione di Dybala che ha spianato la strada alla formazione di Allegri, anche aiutata da errori difensivi gravi della compagine di Oddo, errori di cui la Vecchia Signora di sicuro non ne ha bisogno e che non vanno fatti in simili palcoscenici. 
La situazione in questo momento è completamente ribaltata rispetto al primo periodo di Oddo sulla panchina dell'Udinese, le sconfitte consecutive sono quattro, gli avversari erano di grande caratura e forse non tutte le sconfitte sono state meritate, ma ciò che ha fatto arrabbiare tecnico e tifosi è stata l'arrendevolezza con cui l'Udinese è scesa in campo, quasi come se la squadra avesse dato per scontata la sconfitta, atteggiamento da condannare, che una squadra piena di giovani che hanno bisogno di emergere non deve avere, specie contro avversari che letteralmente ti mangiano se non li affronti con la giusta verve agonistica. 
Dal punto di vista tecnico tattico va sottolineato come l'Udinese si sia presentata allo Juventus Stadium con una difesa completamente nuova e senza Lasagna, l'unico attaccante degno di questo nome in rosa, ma queste non possono essere attenuanti sufficienti a spiegare un atteggiamento troppo remissivo dei bianconeri che ha evidenziato una preoccupante mancanza di personalità in gran parte degli elementi della rosa, specie nei giovani dalle belle speranze come Jankto, Barak e Fofana, che forse prima di scappare da Udine dovrebbero pensarci non una, non due, ma tre volte; adesso il periodo di fuoco è finito, sabato alla Dacia Arena arriverà un Sassuolo assetato di punti salvezza, ma Behrami e compagni non possono più permettersi passi falsi e soprattutto dovranno trovare le motivazioni adeguate per affrontare con maggiore serietà e grinta questi ultimi due mesi di campionato, che ancora una volta, rischia di essere anonimo.