Gigi Delneri merita la riconferma. Tanti, se non tutti, lo pensano. Persino il tecnico friulano Edy Reja lo sostiene con convinzione. Come dargli torto? Come non voler rivedere sulla panchina dell’Udinese un allenatore, che è arrivato a stagione in corso ed ha costruito probabilmente la miglior formazione bianconera dall’era Guidolin? I risultati raccontano chiaramente una stagione positiva, al di sopra delle più rosee aspettative. Basterà a Delneri per essere riconfermato?

Sicuramente ci sono buone possibilità di rivederlo al timone della squadra anche nella prossima stagione. Molto dipenderà dalla conclusione del campionato attuale. Qualora non dovessero verificarsi inaspettati capitomboli, Gigi dovrebbe essere riconfermato e potrebbe impostare il lavoro per la Serie A 2017/18.

Ovviamente la prima prerogativa sarebbe trattenere il blocco difensivo, con qualche eventuale rinforzo. In generale il reparto arretrato ha beneficiato del lavoro dell’allenatore friulano ed ha mostrato grandi progressi. Inutile ed impensabile smantellare quel pacchetto.

Discorso simile si potrebbe fare anche per il centrocampo, sempre che non si presentino offerte difficilmente declinabili. Partirà sicuramente Sven Kums, mai pienamente inserito nella formazione tipo. Jankto è cresciuto molto e le sirene estere potrebbero farsi sentire con maggiore insistenza rispetto alla scorsa estate. Fofana dovrebbe rimanere, ma anche per lui bisogna prestare attenzione.

Il vero cantiere resta il reparto offensivo. Zapata dovrebbe tornare al Napoli, mentre in arrivo c’è Lasagna, giocatore con caratteristiche diverse rispetto a quelle dei calciatori di questa stagione. E poi c’è la suggestione Cassano, un talento con cui Delneri ha già lavorato, prima a Roma e poi a Genova, sponda blucerchiata. I risultati della loro convivenza sono stati positivi nel complesso. Questo aspetto potrebbe giocare a favore di un’ipotetica reunion. Difficile ma non impossibile.

Certamente, con l’innesto di FantAntonio ci sarebbero importanti modifiche nell’assetto tattico. E qui subentra la volontà del tecnico: giusto stravolgere pacchetto offensivo , tentando di variare il proprio spartito o meglio restare sul percorso già battuto e conosciuto. I rischi non mancano in entrambi i casi. Un cambiamento è sempre pericoloso di per sé, ma può anche portare grandi benefici. Allo stesso modo, non mutare il proprio spartito permette agli avversari di organizzare soluzioni interessanti per arrestare il sistema di gioco bianconero. Quale sarà la soluzione migliore?

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 29 aprile 2017 alle 15:00
Autore: Federico Mariani
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