Grande prova dell'Udinese in casa contro il Milan. Probabilmente la miglior prestazione stagionale per i bianconeri, favoriti anche dall'ennesima gara negativa dei rossoneri di Inzaghi. I demeriti avversari non possono però sminuire la gara dei friulani, sin da subito padroni del gioco e costantemente pericolosi in avanti. Nel corso dell'annata c'erano già state altre gare ben giocate dagli uomini di Stramaccioni, anche contro grandi avversari come Napoli, Lazio o Juventus, ma quasi sempre l'Udinese aveva sfruttato le ripartenze. Contro il Milan, invece, si è visto anche un buon gioco e un buon ritmo, complice anche il nuovo cambio di modulo, con Strama che ha optato per il 4-3-1-2, complice anche le assenze di difensori come Heurtaux e Wague. Proprio il reparto arretrato, composto da Danilo e Domizzi centrali con Widmer e Piris sulle fasce, ha retto bene, con i due terzini che hanno svolto benissimo il loro ruolo sia in fase di contenimento, sia in fase avanzata. Il lavoro della difesa è stato inoltre agevolato anche dalla grande prova del centrocampo, tornato ai veri livelli. Pinzi e Badu, oltre ai gol, hanno recuperato un'infinità di palloni, mentre Allan ha svolto la sua solita partita ricca di sacrificio e inventiva nel recupero di palla e nell'avvio della manovra. I complimenti a Stramaccioni, spesso criticato, soprattutto nell'ultimo periodo, vanno fatti anche per l'idea di schierare trequartista Guilherme.

Il centrocampista brasiliano nelle ultime sue uscite non aveva convinto, perdendo a centrocampo troppi palloni. Alle spalle delle due punte, invece, ha potuto aggredire i difensori rossoneri, impedendo loro di avviare l'azione, e ha avuto meno responsabilità, ricadute completamente sul solito Allan, a suo agio nel ruolo di unico regista. Nella ripresa, Stramaccioni ha poi arretrato Guilherme, avanzando Badu, più efficace negli inserimenti e quindi più utile per provare a chiudere una gara aperta dal bel gol di Pinzi e anche in questo caso il tecnico romano ha avuto ragione, dimostrando che le critiche nei suoi confronti sono spesso state eccessive. Strama avrebbe preferito schierare Thereau accanto a Di Natale, ma un problema al costato ha tenuto inizialmente fuori il francese. Al suo posto, Geijo ha sprecato qualche pallone di troppo, ma ha svolto un ottimo lavoro di sacrificio che, nelle altre gare e con altri moduli, era spesso toccato a Totò. Anche con l'ingresso di Thereau il copione non è cambiato, con l'ex-Chievo che, complice le migliori doti tecniche, ha lavorato meglio rispetto allo spagnolo e il capitano è potuto essere più presente in zona gol, rendendosi pericoloso dalle parti di Diego Lopez, nonostante la rete non sia arrivata. Continuando così e con il 4-3-1-2, però, sicuramente Totò potrà raggiungere e superare Baggio nella classifica all-time dei marcatori di Serie A e potrebbe così decidere di restare, nonostante una sua permanenza in Friuli sembra essere ad oggi molto difficile e il capitano potrebbe essere ancora il punto di partenza per la prossima stagione, assieme ad un nuovo modulo, il 4-3-1-2 appunto, che garantisce equilibro e gioco, e assieme ad Andrea Stramaccioni, perché, tempo al tempo, i risultati arriveranno. L'anno zero sta per terminare, le basi per il futuro devono essere certe e cambiare nuovamente tecnico potrebbe rivelarsi un errore...

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 26 aprile 2015 alle 18:00
Autore: Francesco Digilio / Twitter: @FDigilio
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