Dalle pagine de Il Messaggero Veneto vengono raccolte le dichiarazioni di Domizzi in un'intervista concessa al quotidiano. Il difensore bianconero si sofferma soprattutto sul sogno di questa stagione: la semifinale europea, che segnerebbe un record per il club. I friulani infatti non si sono mai spinti oltre i quarti. Ma leggiamo qui di seguito l'intervista integrale al centrale difensivo:

Domizzi, il Siroki era un falso spauracchio o siete stati bravi voi a renderlo quasi innocuo?

"Onestamente ce l’aspettavamo più complicata, ma se è andata così lo si deve anche al giusto approccio che abbiamo avuto alla gara".

Nella ripresa il calo è stato più fisico o mentale?

"Un po’ tutte e due le cose, ma è normale. I nostri attaccanti sono un po’ indietro rispetto agli altri e hanno pagato qualcosa. Per questo abbiamo concesso qualcosa in più allo Siroki nella costruzione del gioco".

Si parla tanto delle coppie-gol delle grandi: Balotelli-El Shaarawy, Llorente-Tevez, Higuain-Pandev. Di Natale-Muriel dove sta in una ipotetica classifica?

"I nostri attaccanti se la giocano con tutti. Totò per far parlare un po’ di sè ha dovuto arrivare a segnare 150 gol in A. Si parla poco dell’Udinese, ma questo è il nostro destino".

Muriel ha un potenziale ancora tutto da scoprire, vero?

"Luis fa vedere delle cose fantastiche, ma la sua migliore caratteristica è quella di saper vedere la porta. Quando capirà che più del numero fine a se stesso conterà solo buttarla dentro farà il definitivo salto di qualità. A Zenica un attaccante maturo avrebbe capito che quella era la partita per segnare quattro-cinque gol".

A proposito di gol, quanto vi ha dato fastidio la rete presa in Bosnia?

"Parecchio. Se un attaccante vive per segnare, un difensore è contento quando la squadra non subisce reti. Il gol incassato non pregiudica nulla, però potevamo vincere con un risultato più ampio e questo ci avrebbe permesso di trasformare in passerella la gara di ritorno. Così, invece, non sarà, anzi. Secondo me ora abbiamo ancora di più da perdere: non dobbiamo solo passare il turno, ma anche vincere in un certo modo la gara di Trieste".

Il doppio impegno del preliminare quanto può condizionare la stagione?

"Difficile dirlo. L’eventuale play-off lo giocheremo a cavallo della prima di campionato, molto dipenderà dalla sede, se la trasferta sarà lunga o meno".

Domizzi, rispetto alle ultime due stagioni l’Udinese ha cambiato poco.

"In linea di massima è un vantaggio".

Ma non c’è il rischio di sentirsi troppo bravi?

"No, questo no, semmai il rischio è quello di non avere quella sana paura che c’era nelle ultime due stagioni quando pensavamo a salvarci il prima possibile. Troppa consapevolezza alle volte non fa bene".

Che idea si è fatto dei nuovi arrivati?

"Le amichevoli non sono indicative per dare un giudizio. Negli anni, comunque, i ragazzi che sono arrivati hanno dimostrato di meritare la fiducia della società, l’importante è avere pazienza e saper aspettare il momento giusto. Adesso il mister punta su chi c’era già lo scorso anno e credo sia giusto così".

La squadra di serie A che la incuriosisce affrontare?

"Il Napoli proprio perchè ha cambiato molto".

E il singolo?

"Sicuramente Mario Gomez sul quale la Fiorentina ripone tantissime aspettative".

L’avversario che più l’ha fatta ammattire?

"Sicuramente Ibrahimovic".

Domizzi, il suo contratto scade...

"Nel 2015. Non è previsto nessun incontro a breve, ma chissà che, sfruttando la scia dei rinnovi del mister e di Totò non capiti anche a me di prolungare".

Lo stadio nuovo quanto la stuzzica?

"Molto, come un po’ tutti gli italiani che sono all’Udinese da tempo e che lo vedranno crescere. Un anno o due nel nuovo Friuli vorrei farlo".

In Europa l’obiettivo è...

"Innanzitutto approdare alla fase a gironi, il sogno è quello di superare il record dei quarti, quindi arrivare alla semifinale".

E in campionato?

"Mantenere la nostra dimensione che è quella della colonna sinistra della classifica. Poi, si sa, la differenza tra un 5° e in 8° posto è minima".

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 agosto 2013 alle 12:00
Autore: Davide Alello
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