Cinque a Milano, l'ultima Europa bianconera

 di Mattia Meroi  articolo letto 570 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Cinque a Milano, l'ultima Europa bianconera

Esattamente quattro anni fa l'Udinese centrava la sua ultima qualificazione europea. Tanto insperata quanto bella. Perchè conquistata con un finale da urlo. Otto vittorie su otto nelle ultime giornate di campionato valgono il quinto posto e i preliminari di Europa League poi persi contro lo Slovan Liberec. E' la terza qualificazione in tre anni di fila per Francesco Guidolin. Dopo sette vittorie di fila, i bianconeri si presentano per l'ottava meraviglia a Milano contro l'Inter il 19 maggio 2013. In caso di vittoria, sarà Europa. Il terzo anello blu di San Siro è folto. Da Udine sono arrivati in tanti per spingere i friulani all'impresa. C'è entusiasmo, ma anche qualche pensiero negativo del tipo: "Eh, stavolta sarà difficile, la Lazio prima o poi ci farà un dispetto visto che le siamo sempre stati davanti gli anni precedenti...". La tensione e la paura iniziano a sciogliersi molto presto perchè bastano 43 secondi di gioco a Pinzi per sbloccare il risultato. Meno di un giro di orologio, è già 0-1. I bianconeri spingono, sono devastanti, insegnano calcio, vanno al doppio, al triplo dei nerazzurri di quell'Andrea Stramaccioni che due anni dopo si siederà sulla panchina dell'Udinese. Al 10' arriva il raddoppio con un colpo di testa di Domizzi su palla inattiva. Ma non c'è il tempo di festeggiarlo troppo perchè Juan Jesus accorcia le distanze pochi minuti dopo. Inizia una fase convulsa della gara. Ma al 40' sale in cattedra Totò Di Natale (chi, sennò?)... Servito di tacco da Gabriel Silva sul lato corto dell'area di rigore, il numero 10 carica un destro a girare che bacia il palo lontano e si insacca in porta. E' un gol stupendo, il numero 23 in campionato. L'aeroplanino decolla, l'Udinese vola. E si va al riposo. Pinzi, Domizzi, Di Natale i tre marcatori. I senatori che trascinano. Nei momenti decisivi. Quelli che forse mancano nell'undici bianconero di oggi... Nella ripresa la musica non cambia. L'Inter non regge il ritmo friulano, Muriel parte in contropiede, serve Gabriel Silva che insacca la palla in porta con il cucchiaino per il poker. Dopo 50 minuti siamo 1-4. L'Inter, ferita a più riprese, reagisce e prende un palo con Rocchi prima di accorciare le distanze con lo stesso attaccante, 2-4. Ma il pasticcio difensivo tra Nagatomo e Handanovic spalanca la porta a Luis Muriel che firma la cinquina. Povero Samir... Chissà cosa deve aver pensato mentre raccoglieva quei palloni che i suoi ex compagni gli mandavano in fondo al sacco... La squadra si ferma, controlla la gara, inizia a gestire il pallone e a far scorrere il cronometro. E' padrona del campo e del quinto posto. Dal terzo anello blu del Meazza il panorama è di quelli più belli. L'Udinese è un rullo compressore, i tifosi avversari iniziano a svuotare lo stadio e a contestare. Mentre inizia la festa di quelli bianconeri. Ci si guarda increduli: cinque gol a Milano... roba da fantascienza, non ricapiterà più. E' vero che l'avversario non ha niente da chiedere al campionato e gioca senza stimoli, ma la grandezza dell'impresa resta. Al fischio finale di Mazzoleni, ecco Guidolin alzare le braccia al cielo come a dire: è fatta. Se si lascia andare anche lui, è trionfo. E' Europa, un'altra volta. "E la vita l'è bela, vinceremo in Italia, torneremo in Europa, invasione in Olanda" ... Non si potrà vivere di ricordi, ma ogni tanto è giusto sfogliare l'album per ricordare i gloriosi tempi che furono. Con la speranza di tornare protagonisti a quei livelli...