L'Italia intera chiede le dimissioni di Tavecchio e Ventura, Ulivieri invece va contro:"Non ne capirei il senso"

 di Davide Marchiol  articolo letto 214 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Italia intera chiede le dimissioni di Tavecchio e Ventura, Ulivieri invece va contro:"Non ne capirei il senso"

"Quando succedono cose di questo genere credo che le responsabilità siano di tutti". Nel giorno dopo la disfatta dell'Italia, il presidente dell'assoallenatori Renzo Ulivieri commenta a TMW la mancata qualificazione a Russia 2018: "Mi sembra normale che ci siano responsabilità un po' di tutti. Poi è indubbio che siamo andati fuori in 180 minuti dove gli altri hanno tirato una volta in porta e c'è questo da considerare: non siamo riusciti a trovare il bandolo della matassa, è vero. Però dalla Spagna in poi siamo calati, c'è poco da fare: lo dicono i risultati".

Caccia al responsabile: non solo Ventura, ma per molti il presidente Tavecchio dovrebbe dimettersi.
"Che vorrebbe dire far dimettere Tavecchio? Qual è il senso, la logica? Non capisco".

Nel 1958, oltre a Foni, ci fu un terremoto al vertice dalla FIGC.
"Ma è un discorso che faccio fatica a capire: ha lavorato, ha fatto cose importanti. Se non stesse realizzando un programma se ne potrebbe parlare, ma il programma va avanti. La politica generale di una Federazione, in un momento difficile anche a livello di leghe, c'entra poco con la qualificazione al Mondiale. La politica è la politica, poi se si va indietro negli anni, io ne ho anche di più e mi sembrano discorsi brutti da fare sinceramente".

Immaginava di rivedere l'Italia fuori dal Mondiale?
"Io avevo paura: essendo nel girone della Spagna, che è più forte, gli spareggi erano più o meno certi. Potevamo sperare di trovare squadre più facili, ci è toccata quella più scorbutica. Poi di errori ne sono stati commessi".

Chi sceglierebbe come nuovo ct?
"Non mi sembra il caso di fare nomi oggi: ci dovremo incontrare, vederci e parlarne. Credo che un'organizzazione come la FIGC abbia bisogno di qualche giorno per prendere certe decisioni".

Si riparte dall'affetto di San Siro e dai giovani, che comunque ci sono.
"Questo è un passaggio. Io ieri sera sono andato a salutare i giocatori, erano distrutti: il pianto di chi vince è diverso. Quello di chi perde dimostra sensibilità: io ho ringraziato da parte della Federazione per quanto hanno fatto in un momento di difficoltà come questo. Ieri si sono battuti. E il pubblico è onesto, più della critica: ieri non ha mollato la squadra per 90 minuti. Vuol dire che questo affetto se lo sono meritato".