ESCLUSIVA TU - Di Michele:"All'Udinese manca solo una punta da doppia cifra per fare il salto di qualità, la piazza è sempre un esempio"

 di Davide Marchiol  articolo letto 1010 volte
ESCLUSIVA TU - Di Michele:"All'Udinese manca solo una punta da doppia cifra per fare il salto di qualità, la piazza è sempre un esempio"

L'Udinese è riuscita a rimettersi in carreggiata, ma ci sono diverse magagne. Nonostante i tanti gol segnati, pochi di questi arrivano dall'attacco e sembra che ora i bianconeri giochino in modo decisamente diverso rispetto al passato. Ne ho parlato con David Di Michele, l'ala del magico tridente completato da Iaquinta e Di Natale. Potrete trovare l'intervista completa nel numero di novembre (in uscita a breve) de "Il Calcio Magazine", ma intanto vi portiamo uno stralcio di quanto ci ha detto l'ex attaccante.

L’Udinese è stata abituata ad avere tridenti d’alto livello, pensando anche per esempio a quello lei Di Natale e Iaquinta, trova che ora il livello della qualità si sia abbassato? Maxi Lopez e Lasagna stanno faticando a trovare la porta…

“Certamente sono giocatori diversi da quello che eravamo io, Totò e Iaquinta. Giocano più palla al piede, hanno meno tecnica, è stata proprio cambiato il metodo di lavoro. Però non è detto che la nuova metodologia non porti a dei risultati, un paio di anni di transizione ci possono stare, poi si valuteranno i risultati”.

Anche lei ha vissuto momenti in cui l’Udinese in classifica ha traballato, con annessi rischi per il tecnico, al tempo Cosmi. Quando succede, come si può riportare una squadra con tanti giovani sulla strada giusta?

“L'Udinese ha vissuto sia momenti molto negativi che molto positivi. Tutta la società quindi è preparata ad ogni genere di situazione e sa andare a toccare i tasti giusti. Ne è un esempio la vittoria per 4-0 sulla Sampdoria che sta facendo un grande campionato. La piazza poi aiuta molto perchè è tranquilla, i tifosi ovviamente chiedono, ma non esagerano mai nelle contestazioni, aiutando i giovani a mantenere la concentrazione necessaria per uscire da eventuali momenti negativi”.

Lei arrivò per giocare ad Udine dopo due anni di gavetta in Serie A a Reggio Calabria, quanto può essere importante per un giocatore e in particolare per un attaccante fare prima esperienza in realtà più permissive? Lasagna per esempio è arrivato dalla B con un solo anno di A alle spalle e sembra star pagando il salto di categoria.

“Io al momento del mio arrivo trovai davanti a me giocatori molto importanti. Dal canto suo invece Lasagna ha poca concorrenza, perchè davanti l'Udinese ha Perica, Matos, Maxi Lopez e De Paul, sono in pochi. Lui a Carpi si è consacrato ed ha fatto molto bene anche nell'annata in Serie A, ora ad Udine ha l'occasione per il grande salto, perchè per un giovane è la piazza ideale, ma deve anche stare attento a mantenere la concentrazione e a non perdere di vista gli obiettivi, altimenti può anche perdersi”.

La sua Udinese arrivò in Champions con Spalletti, poi dopo altri anni con qualche basso, ma sempre poi con un ritorno ad alti livelli. Ora è quattro anni che si soffre e basta, il progetto Udinese si è involuto?

“Sicuramente in tutte le società si vede e si ricorda solo il bello, noi abbiamo avuto la fortuna di fare la storia dell'Udinese, visto che siamo stati gli unici a superare il preliminare di Champions. Gli anni di transizione però ci stanno, magari perchè altri club ti “rubano” le idee e ti ritrovi ad avere più concorrenti di una volta su un giocatore. L'Udinese però sa ancora tirare fuori talenti, penso a Jankto, a Barak che si è messo in mostra di recente, ma anche Nuytinck, che non conosceva nessuno e invece sta mettendo in mostra ottime doti. Poi ci sono Samir, De Paul.. tanti ragazzi che possono fare il bene del club, attualmente manca la punta necessaria a fare il salto di qualità, quella non c'è”.

Di Michele allenatore, la prima esperienza alla Lupa Roma. La vedremo in futuro allenare l’Udinese?

“Sicuramente in un futuro non vicino. L'esperienza alla Lupa è stata sia positiva che negativa, perchè alla fine siamo retrocessi, devo migliorare ancora molto. Gli errori da giovane però si possono fare, per il futuro chissà. Se l'Udinese mi chiamerà vorrà dire che avrò fatto un lavoro importante, se invece non arriveranno chiamate da club importanti come lo è l'Udinese vorrà dire che non sono migliorato abbastanza. Ora sto aspettando una chiamata che mi permetta di portare il mio entusiasmo e di mettere in pratica le mie capacità".