Un anno diverso?

 di Giacomo Treppo  articolo letto 1058 volte
Un anno diverso?

E’ partito il ritiro e mancano ancora tre tasselli. A dirlo non è la stampa, né i tifosi, ma mister Delneri. Fosse stato due anni fa, avrei decretato l’ingenuità del mister; al giorno d’oggi, dopo l’ultimo campionato ed il mercato dell’anno scorso, mi sento molto più ottimista. Non un illuso però. La società sta monitorando mercato interno ed estero e non è detto che chi arrivi sia all’altezza. L’importante è che siamo tornati a lavorare come si fa: si punta a lanciare giovani. Certo, di mezzo ci sta la crescita caratteriale, lo spirito di adattamento e la conoscenza, ma basta che almeno uno su tre sfondi e la squadra gira.

Quest’anno la squadra sarebbe già fatta, a mio avviso. L’acquisto di Lasagna è buono, Pezzella lo conosco poco ma mi fido di chi lo ha comprato. Se devo dirla tutta, preferirei Favilli e Bisoli ad altri giocatori che dopo un anno in A pensano già di essere da “Big” e chiedono fior fior di quattrini. Sento le voci di mercato, leggo sui giornali. Probabilmente di vero c’è poco, come al solito. Sono pour parler… la società ci ha abituati alle sorprese e alle trattative lampo consumate in silenzio. Ma Favilli è una prima punta che lotta, al primo anno da professionista ha fatto 8 gol e 2 assist: se il buon giorno si vede dal mattino… Bisoli invece è il classico giocatore completo e che sa giocare a testa alta, raro di questi tempi. Ha un buon lancio nel piede e con Perica, Thereau e Lasagna là davanti, può solo far bene.

Rimane il fatto che il centrocampo con De Paul, Fofana, Balic e Jankto è ottimo, tanto più che abbiamo anche “nonno” Hallfredsson a fare da chioccia. In difesa la partenza di Felipe non sarà facile da sostituire, ma Angella ha mostrato l’anno scorso di poter giocare titolare in serie A. E’ l’attacco che desta qualche preoccupazione, lo avevo già scritto. Se Thereau accettasse di fare la prima punta, buona parte dei problemi sarebbero risolti. Il francese, uno dei pochi al mondo più “anarchici” del sottoscritto, parrebbe un tantino bizzoso (o incostante, a dirla diplomaticamente). Ma è anche vero che ha i mezzi per fare qualsiasi ruolo, dall’interno in avanti. Se il buon Gigi lo convincerà a potersi sacrificare in un ruolo che gli piace di meno, allora per l'acquisto di una prima punta potremmo puntare su un giovane con potenzialità per affermarsi. In serie B e in giro per il mondo ce ne sono. Altrimenti la società dovrebbe aprire il portafoglio per comprare Falcinelli o Pavoletti, buoni attaccanti che hanno già dimostrato di poter giocare in A, che accrescerebbero il nostro tasso tecnico, ma che costano molto, in una serie A dove il Crotone si è salvato più per la mediocrità del torneo che per meriti propri e dove l’ex genoano non ha mostrato grandi cose al Napoli.

Con un terzino destro e un’ala abbiamo una squadra da minimo 50 punti. Sognare, pur rimanendo ben ancorati con i piedi per terra, è possibile? Rimane comunque come un'impressione, che questo possa essere un anno finalmente di spessore. Non parlo di Europa o chissà quali obiettivi, parlo di sgarfare, di dare l'anima (come dice la campagna abbonamenti). E' come se il marketing della Spa avesse letto le cose dall'alto e si aspettasse l'ennesimo passo avanti. L'anima, a Udine, all'Udinese, non si vede da un pezzo. Sarà l'annata giusta?