Il punto più basso della gestione Oddo

11.03.2018 18:15 di Giacomo Treppo  articolo letto 1032 volte
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Il punto più basso della gestione Oddo

L'Udinese è abbonata ai risultati bugiardi. Ma mentre nelle ultime partite avevamo sempre meritato più di quanto raccolto, oggi il 2.0 è ingannevole perché meritavamo un passivo ben più sostanzioso. Non riesco a scrivere un editoriale lineare, preferisco analizzare diversi punti

Angella. E' in netto peggioramento. Lo ho sempre stimato in quando professionista serio e a volte sottovalutato, ma oggi la sua partita è stata disastrosa. Tolti i primi venti minuti, poi si è reso reo di entrate irruente quanto inutili. Non tanto il fallo da cui è nato il primo gol, quanto il rigore . E' un giocatore che denota buone prestazioni contro le squadre pari grado dell'Udinese, ma che patisce molto avversari più forti. Di lui, in questa annata, si ricorderanno di più i rigori regalati a Napoli e Juventus che le buone prestazioni, come contro la Sampdoria all'andata.

Mercato. Faccio mea culpa: mi sbagliavo e l'evidenza non mi lascia ombra di dubbio. Ritenevo che l'unico giocatore da comprare fosse il sostituto di un Behrami che non regge più di un'ora a partita. Invece manca anche un attaccante che sappia fare reparto da solo. Non lo fa più Maxi Lopez, non lo sa fare Perica che è una seconda punta. Ma oggi potevi avere in campo anche il miglior Lasagna ed avresti perso lo stesso.

Atteggiamento. Ed eccoci al cuore della questione. Oggi abbiamo assistito al punto più basso della gestione Oddo. La squadra è entrata in campo senza voglia, senza grinta, senza quel minimo di coraggio che le era richiesto. Specialmente le due mezzali, hanno lasciato il campo ai dirimpettai; non hanno coperto mai la difesa, non hanno portato avanti nessun pallone. Fofana ha alzato il nostro baricentro, per la prima volta, al 35esimo del secondo tempo: per il resto ricordo solo tanti retropassaggi. Barak ha fatto poco di più. I due hanno costretto i laterali a rinculare sulla linea di difesa.

Occasione.. Abbiamo sprecato la miglior occasione. Mai affrontare la Juventus, nel corso di questo campionato, poteva essere più conveniente. Non voglio considerare il nostro “turno di riposo” domenica scorsa, in quanto certe cose ti lasciano dentro l'anima tossine peggiori di una partita giocata, ma la squadra di Allegri veniva da due partite combattute e risolte sul finale, contro Lazio e Tottenham. Era piena zeppa di uomini che tornavano da infortuni o che stringevano i denti: dopo il gol del vantaggio si sono abbassati per cercare di gestire la partita e non ne abbiamo approfittato. La partita è finita al loro secondo gol e glielo abbiamo permesso noi. La reazione è stata praticamente nulla. E' accettabile perdere contro una squadra molto più forte, non lo è entrare in campo spaventati, arrendevoli, senza aggressività.

Oddo. Già altre volte ho detto che questo è l'anno degli alibi zero, e quindi anche per l'allenatore Perché inserire Maxi Lopez quando bisogna gioco forza giocare sul contropiede e inserire Perica quando invece è la Juventus che si abbassa per gestire la partita? Perché continuare su un Barak che attraversa un periodo di appannamento? Specialmente, se la squadra con Jankto mezzala sinistra e De Paul dietro la punta funzionava a dovere, perché cambiare le carte in tavola proprio quando devi inserire in avanti la riserva di Lasagna?

Centrocampo. È il centrocampo che determina le tue fortune e le tue sfortune. Sentivo prima l'intervista di Zenga, allenatore di un Crotone che non ha certo attaccanti più forti dei nostri, e proprio l'allenatore dei calabri parlava di come aveva preparato il centrocampo nella sfida contro la Sampdoria. Loro hanno vinto sui blucerchiati per 4 a 1, noi abbiamo perso per 2 a 1. Se Lasagna si infortuna dobbiamo portare più centrocampisti al tiro, pare invece che abbiamo creato molta confusione.

Stelle cadenti. Balic, Fofana, Angella e Perica... quest'anno stanno deludendo. E no, non ci inserisco Scuffet, al quale è stata gettata la croce addosso per poi accorgersi che il problema erano gli errori individuali dei difensori. Ci sono giocatori più adatti a un certo tipo di gioco rispetto a un altro: è innegabile che Perica e Angella fossero più affini al gioco di Delneri, ma Fofana e Balic stentano a crescere, segnando prestazioni molto altalenanti.

Aggressività. Il punto più basso della gestione Oddo dovrebbe essere la partita contro la Lazio o quella pareggiata in casa contro la Spal. Invece no, per me il punto più basso è stata la prova incolore odierna, perché la compagine dell'ex terzino ci aveva abituato a ben altro atteggiamento in campo. Le tre sconfitte precedenti a quella di oggi non erano vere sconfitte, perché giocate fino alla fine con il coltello fra i denti. Oggi no... e spero non si verifichi quanto già visto negli anni scorsi: giocatori che seguono l'allenatore di turno finché un bel giorno, dal nulla, si accorgono di sentirsi demotivati.

Società. Giovedì ne parlavamo con Canciani e Marchiol su RadioEffe nella trasmissione di anticipo della partita odierna “TotalmenteDipendente”. Pare che Delneri fosse poco autorevole sullo spogliatoio; difficilmente qualche giocatore dei nostri può cercare di spiegare come è fatto il calcio a Massimo Oddo. Ma un giocatore dell'Udinese, non dico del Real o del Barcellona, dico dell'Udinese, può permettersi di non seguire l'allenatore? Se sì, allora la responsabilità è della società, a mio avviso. Il lassismo non è concesso. I risultati magnifici che ha portato Oddo paiono un po' sbiaditi ed aspetto già le due prossime sfide contro Sassuolo ed Atalanta per verificare che i giocatori non trovino “scusanti motivazionali”. L'obiettivo di quest'anno deve essere i cinquanta punti minimo. Due anni fa furono 39, l'anno scorso 45, quest'anno non possiamo accontentarci di meno di 50 punti.