Di arbitri, grinta & futuro.

 di Giacomo Treppo  articolo letto 1302 volte
Di arbitri, grinta & futuro.

Quando sentivo dire che la partita contro il Pescara era difficile, mi veniva la nausea. Era un'amichevole e così è stata. Io non concepisco i cali di tensione e non li tollero, sarò un integralista, ma sono gli ultimi tre anni che mi hanno fatto diventare così! Invece contro il Palermo non era facile. Non tanto per il valore della squadra da affrontare, quanto perché l'Empoli, dopo aver avuto in regalo una partita dai bianconeri, sta cercando in tutti i modi di dilapidare la permanenza in A.

Ebbene l'Udinese ha vinto, perché ha lottato, perché è più forte, perché ha un pubblico eccezionale! Ma andiamo per gradi e lasciatemi dire che la classe arbitrale di quest'anno, tolte pochissime eccezioni, è veramente scadente. Non credo che una partita come Udinese Palermo si possa prestare a dubbi di “preferenze di palazzo” eppure Maresca ce l'ha messa tutta per vincere l'Oscar come miglior attore protagonista. L'arbitro migliore, quello al quale dai sette in pagella, è quello che non noti. Lui si è notato solo ed esclusivamente per gli errori: l'espulsione di Diamanti che era un onesto, ma semplice giallo. Il mancato rigore (iniziano ad essere un po' troppi) per noi, la diversità di trattamento dei falli tattici a seconda delle maglie e dei minuti di gara. Il peggiore di quest'anno, più delle direzioni contro Inter e Roma, contro il Sassuolo...

E veniamo ai nostri: l'Udinese è più forte! Punto! Ha preso un gol per lentezza difensiva a bravura dell'attacco del Palermo. Non ho nulla da rimproverare ai nostri, onore ai rosanero che hanno segnato in velocità. Scuffet non poteva nulla. Ma poi, il portiere friulano a 360 gradi ha compiuto due parate degne del miglior Karnezis, giusto per zittire le tristi uscite dei commentatori Sky che dipingevano come “sfortunata” la sua stagione a Como. Specialmente sul tiro di Nestorovsky, fermato postumo per fallo su Angella. Il prossimo anno la maglia titolare la deve indossare lui, senza se e senza ma! E che dire di Angella? Ogni volta che gioca vinciamo o pareggiamo, mai una sconfitta, sempre partite che se si chiamasse Angelinho ne parlerebbero i giornali. Abbiamo due buonissimi italiani per il futuro. Il terzo sta facendo miracoli in B. Avete visto giocare il Carpi quest'anno? Castori cerca di distruggere il gioco di squadre di B come se giocasse ancora in A... il che fa sì che in attacco non arrivino mai palloni. Zapata in una squadra che gioca offensiva ha fatto otto gol e si aspetta che l'Udinese paghi per lui otto milioni; Lasagna ne ha fatti dieci in una che non gioca nemmeno a calcio... Ma ben venga la concorrenza, visto che il colombiano gioca malissimo fino al gol e dopo è artefice di un'ultima mezzora da favola! Ed assieme a lui Perica che è entrato senza zittire nessuno del pubblico. Sul 3.1 in casa, contro il Palermo, quel pallone verso il fondo non lo avrebbe recuperato nessuno, invece lui ci si butta con cuore e lo crossa alla perfezione per un altro giovane, Jankto, che segna l'ennesimo gol. Jankto... un giovane vecchio, perché sta diventando un magnifico sei, uno di quelli che il suo lo fa sempre senza strafare, ma lo condisce con gol che allietano i palati.

Magnifico anche De Paul, che gioca una delle sue partite migliori. Giunti a una certa età si capisce che quando ci sono le competenze, la scelta migliore molto spesso è il compromesso: così l'argentino impara a fare l'ala (e bene! Non avrei creduto) mentre Delneri finalmente gli lascia libertà di accentrarsi, ogni tanto.

L'Udinese gioca un magistrale secondo tempo dopo aver fatto come il cucciolo di leone con la gazzella per tutto il primo tempo. La squadra c'è di nuovo e gli attaccanti (Thereau & Zapata) segnano come quei pistoleri che non combinano nulla fino alle fine del film, ma poi vincono il duello e allora hanno ragione loro. Loro, e chi li schiera... Sì, perché in panchina abbiamo un grande timoniere. Lo dicevo all'andata, lo dicevo anche quando perdevamo e qualche critica non gliela risparmiavo. Delneri è il valore aggiunto di una squadra di giovani che crescono.

Ultime considerazioni sparse: diciamo sempre che l'Udinese non ha italiani, uno lo ha... è un tarcentino d'adozione, si chiama Felipe che ha guardato la partita dalla curva, ma la viveva, la soffriva e così si è messo da solo in un angolino a tremare e gioire come faccio anche io quando vado allo stadio. So cosa ha provato... porconi e gioia, porconi & gioia!

L'Udinese ha anche un altro valore aggiunto, la curva. Non voglio fare il leccaculo, non sono uno da curva, devo vedere bene la disposizione, i movimenti, le diagonali, le distanze fra i reparti. Ma una curva che incita così è tanto magnifica quanto poco lo è chi la ha criticata in passato. L'anno scorso, l'ultima in casa, ero fra loro per dono ricevuto. Spero di tornarci, ma solo all'ultima, che lo so, ho scritto che il campionato è finito, ma sotto sotto la cenere del friulano sgobbone e porconatore c'è sempre e il fuoco si può riaccendere a Torino.

Ultima considerazione, mi porterò dietro le antipatie di molti ma lo dico sereno e tranquillo: Gino non fare il mona! Ora che hai imparato da tuo padre tieniti l'Udinese e continua su questa strada! Quest'anno le colpe di Empoli e Sassuolo non sono tue, ma di chi (non) è sceso in campo!