Che brutto campionato la seria A, per fortuna ci sono Scuffet & Balic

 di Giacomo Treppo  articolo letto 1852 volte
Che brutto campionato la seria A, per fortuna ci sono Scuffet & Balic

Scusatemi, ma è inutile parlare dell'Udinese. Il campionato è finito e a Crotone hanno giocato molti dei peggiori come titolari: troppi giocatori che non hanno più nulla da dire e dare all'Udinese, se non chiedere stipendi immeritati. Di fianco a loro giovani volenterosi e pieni di mezzi. Un'immagine su tutte: Perica a fine partita chiede di ricevere più palloni e di attaccare, i compagni non lo considerano e gli avversari lo guardano male. Il Crotone, che non ha una compagine da A ma che ha visto Nicola crescere tantissimo rispetto all'andata a livello tattico, ha una media da Champion League nelle ultime sette partite. Serve dire altro? Milan e Inter, alle quali l'Europa League porterebbe più impegni che entrate sembrano il Crotone e il Palermo dell'andata.

Va di moda parlare di motivazioni, ed allora diciamo che spesso mancano e che paiono seguire ora i propri interessi economici, ora quelli delle società. E' un campionato davvero mediocre quello italiano, salvato da una Juventus stratosferica con un allenatore, Allegri, che può giustamente entrate nell'Olimpo dei migliori mister italiani. Lasciatemelo dire, nella finale Champions League, io che ho pianto dalla gioia quando l'Udinese di Guidolin la oltraggiò costringendola all'Intertoto, tiferò Juventus. Perché è una squadra italiana, perché ha un allenatore tipicamente italiano, e quindi molto tattico, perché vince con la miglior difesa al mondo (italiana). Chi altri potrebbe permettersi di tenere Barzagli o Benatia in panchina?

Ma torniamo all'Udinese. Fedele a un campionato mediocre a dir poco regala la partita al Bologna e poi gioca benissimo contro l'Atalanta. Quindi va a Crotone e dopo un primo tempo disastroso, gioca un secondo di grinta sì, ma fino alla trequarti, poi Thereau e Zapata vanificano come d'abitudine e il povero Perica non viene nemmeno ascoltato dai compagni mentre chiede palloni e azioni d'attacco.

Lascio stare il tifoso e mi vesto da pragmatico (ma che tristezza!): il prossimo anno spero di non vedere più con la maglia dell'Udinese Kums e Thereau. Il primo è un ottimo regista in un campionato che non sia tattico come il nostro; il francese, se avesse la mentalità sportiva (lo giudico solo in campo, non certo nella vita, non mi permetto), potrebbe segnare 18/20 gol all'anno. Invece vivacchia come quei grigi dirigenti di società statali o para-statali perennemente in perdita. Spero invece di vedere titolari Scuffet (se non merita lui la seria A non so chi), Angella (quando manca al centro, il centro frana), Balic, Jankto, Fofana, De Paul e Perica.

Il regista slavo oggi ha fatto capire che il prossimo crack sarà lui, ancora più di Fofana. Entrato in campo ha cambiato gli equilibri con una naturalezza, una facilità disarmanti. Tolta la paura dell'esordio, nel primo tempo contro l'Atalanta, ha fatto capire che 25 minuti suoi valgono il doppio di 65 minuti di Kums.

Se ne andrà anche Badu, generoso, al quale tutti vogliamo bene per l'impegno. Ma non è con giocatori così che si fa il salto di qualità. Se ne andrà Zapata, a Napoli dicono che vale 15 milioni e a me viene in mente la comicità di Totò che vendeva la Fontana di Trevi agli americani. De Laurentis si intende di comicità, adoro i film che produce.

Speriamo di ripartire da Bonato, Delneri e questo nugolo di giovani. Con qualche italiano in più e qualche “mezzo” campione in meno. A Udine abbiamo sempre vinto con la fame, lo sa benissimo la famiglia Pozzo che ha fatto di questa politica un credo e le proprie fortune. Quest'anno abbiamo fatto punti in più rispetto allo scorso anno. Con solo giovani e pochi senatori (veri!) il prossimo anno può essere quello giusto per tornare in alto.