GSA, una vittoria con la faccia sporca

 di Franco Canciani  articolo letto 470 volte
GSA, una vittoria con la faccia sporca

Sporca: di polvere, del fango delle strade; delle ventidue palle perse, di medie non eccelse; di Rain con la lingua a penzoloni, di Mauro Pinton che si rompe una mano e Diop con l’influenza.

Sporca: della rivalità con Forlì, punita ormai tre volte su quattro dall’epoca di Montecatini (e il ritorno sarà a Udine); sporca perché al PalaUnieuro i padroni di casa difendono come mai in passato, ma segnano meno del solito e questo per loro pesa.

Sporca: per uno streaming che qui in Calabria non si vede, di una gara vista di notte in clip spedita dalle patrie terre nordestine, di una sofferenza che anche in differita non scema.

Non condivido il punto di vista di coloro i quali sostengono che valga solo la vittoria, gettando il resto: due punti tutt’altro che scontati su un campo difficile, prevalendo in extremis ma tutto sommato non demeritando.

Nota di merito: sugli altri sottolineo la prestazione di Vitto Nobile, sinché gli ha retto il fisico ed il morale: piccolo malore per lui nel terzo parziale, ma in questi tempi di Veideman supersfruttato un play serve, eccome. Per lui dieci punti, un paio di triple importanti e finalmente molta personalità.

Bravo KayDee, top scorer friulano, che ha trascinato i suoi specie all’inizio della gare e nel suo epilogo; bravi Ciccio e Chris, che hanno messo giù 41 carambole a ventotto, sfruttando un DiLiegro rientrante e non al meglio (bel giocatore, l’ex-Scaligera); bravi Rain e Andy, che dalla linea dei liberi hanno infilato nel cotone forlivese quattro palle pesanti come il cemento.

Capisco: comprendo gli amanti della pallalcesto giocata a mille all’ora, degli alley-oop, un po’ obnubilati dalle sirene statunitensi e da gare friulane sicuramente giocate meglio. Ma coach Valli ha basato l’intera gara cercando di non far girare Udine al meglio, sperando in una serata magica del duo Jackson-Naimy al tiro pesante; invece gran difesa, sì, ma un combinato disposto di quattro su sedici da tre dei succitati: capolinea.

I ragazzi di coach Lino hanno invece capito che di questi tempi non conviene poi così tanto cercare il tiro pesante per spaccare le gare; dai trenta tentativi contro Jesi siamo scesi a 13 ieri sera, di cui cinque realizzati. In compenso dieci punti di Pellegrino, 9 di Mortellaro e Benevelli, quattro per capitan Miki nel pacchetto-lunghi friulano. Bene così.

Coach Valli ha sottolineato la prova difensiva dei suoi contro Udine, ed ha fatto bene; ha chiamato la GSA “squadra che costa”, ed ha invece fatto male. Perché in campo non ci vanno stipendi e cartellini, ma uomini; perché è vero che lui ed i suoi “si spaccano in mille pezzi” durante la settimana, ma lo stesso fa chi su questo sport investe: poco o tanto. Ha sostanzialmente voluto far passare il messaggio che Forlì, per volontà o incapacità, non investe quanto Udine e questo, se va a inorgoglire noi che Pedone&Micalich li sosteniamo dalla prima ora chiamandoli il nostro dynamic duo, non rende merito a chi ha riportato i biancorossi in serie A, dove probabilmente appartengono. Detto da chi si ricorda ancora gli epici scontri contro la JollyColombani degli anni ’80.

Neanche il tempo per rifiatare ed è subito Piacenza: l’Assigeco che fu di Tommy Raspino, ed oggi è Guyton ed Alredge, Fontecchio e soprattutto Oxilia: Tommaso era uno di quelli che avrei voluto in bianconero; pazienza, mi tengo stretta la mia rosa e spero riescano a contenerlo bene giovedì sera.

Giovedì: prefestivo in cui, in un PalaCarnera sicuramente gremito, la GSA avrà l’occasione per ricucire altri due punti sulla coppia Montegranaro-Bologna, mentre la macchina da punti di coach Dalmasson veleggia senza rivali.

Salto a due alle 20:30; torna la radiocronaca moderatamente obiettiva dalle frequenze virtuali di EffeRadio, per quelli che proprio non ce la faranno a partecipare.